Ginkgo Biloba contro l’ infarto: nessuna sicurezza
3 Dicembre 2009
Il Ginkgo Biloba è considerato prodotto amico del benessere.
Viene usato come rimedio nei casi di problemi di memoria e, soprattutto, è considerato fonte di flavonoidi, antiossidanti per la salute dei vasi sanguigni.
In particolare, tali flavonoidi prevengono la formazione di coaguli nelle piastrine.
Ciò specificato, le potenzialità del Ginkgo Biloba contro infarto ed ictus sono tutt’altro che certe.
Lo sostiene una ricerca dell’Università di Pittsburgh, pubblicata da “Circulation: Cardiovascular Quality and Outcomes”.
I ricercatori hanno lavorato con 3000 volontari, adulti d’ambo i sessi e 75 anni di età media.
Tali soggetti sono stati divisi in due gruppi: ai primi sono stati somministrati 120 mg di ginkgo, ai secondi un placebo; la somministrazione avveniva per entrambi i gruppi 2 volte al giorno.
Alla fine del periodo di osservazione, è stato evidente come probabilità di essere vittime di infarti od ictus erano praticamente identiche nei due gruppi.
Tuttavia, le cavie che avevano assunto il Ginkgo Biloba beneficiavano di minor rischio di sviluppo della PAD (Peripheral Artery Disease) conosciuta anche come PVD (Peripheral vascular
disease).
Tale disturbo è caratterizzato da un accumulo di placche che ostruiscono le arterie delle gambe riducendo il flusso sanguigno; provoca dolore e crampi nel camminare.
Ma anche qui piano con gli entusiasmi: data la scarsità dei dati raccolti, gli scienziati ritengono di non poter raccomandare il Ginkgo Biloba come scudo anti PAD.
Conclude il dottor Edward Keller, uno dei ricercatori coinvolti: “Chiaramente non si può fare una raccomandazione nazionale sulla base di questi numeri, ma il dato è
interessante.
La malattia arteriosa periferica è un importante problema di sanità pubblica e le terapie di prevenzione non sono molto buone.
La mia sensazione è che il Ginkgo e la sua classe di agenti flavonoidi dovrebbe essere ulteriormente valutata per vedere se producono qualche vantaggio”.
Matteo Clerici





