Gina Lollobrigida (attrice, fotografa e scultrice) processa contro Swarovski Italia

Gina Lollobrigida (attrice, fotografa e scultrice) processa contro Swarovski Italia

Mentre noti tribunali molto sensibili agli interessi delle banche, escludono le associazioni dei consumatori come parti civili dai procedimenti giudiziari sul risparmio tradito, che hanno ridotto
sul lastrico migliaia di risparmiatori, la seconda sezione penale del Tribunale di Roma (Giudice monocratico dott. Valentino De Nardo), ha ammesso come parti offese sia Gina Lollobrigida, la nota
attrice, fotografa e scultrice che ADUSBEF, nel processo che si celebra contro Lorenzo Zichichi (figlio del più noto professor Antonino) titolare del marchio “IL CIGNO GALILELO GALILEI
EDIZIONI SRL” e Rinaldo Albanesi, presidente della SWAROVSKY ITALIA SPA, nota società di produzione e vendita di oggettistica in cristallo, imputati dei reati di truffa, frode in commercio
e vendita di prodotti industriali con segni mendaci.

I fatti risalgono al 2002 quando Zichichi e Rinaldi si erano accordati per lo sfruttamento commerciale di alcune opere della signora Lollobrigida facendo credere a quest’ultima – approfittando
del rapporto di amicizia e fiducia che intercorreva tra l’attrice e lo Zichichi – che i proventi sarebbero finiti in beneficenza alla Diocesi di Roma. In realtà si trattava di un affare
con cui lo Zichichi avrebbe lucrato subito oltre 200 mila euro. E Swarosky che premeva per avere un’opera da commercializzare firmata Gina Lollobrigida si accontentava di un bozzetto “uso studio”
ancora in fase di sviluppo dell’artista, mettendo in commercio nei sui show room la “Croce di Luce” firmata Gina Lollobrigida, in realtà un orrendo manufatto addirittura inglobato in altra
scultura di Swarosky, gettando discredito all’artista e traendo in errore i numerosi consumatori che ancora oggi credono di aver acquistato da Swarosky, pagandolo profumatamente, un prodotto
firmato “Gina Lollobrigida” e che invece è un vile “tarocco”.

E’ una grande vittoria per i consumatori in applicazione del codice del consumo – ha commentato l’avv. Lucio Golino, legale di Adusbef che ha curato la costituzione di parte civile nel processo
penale. Ora, tutti coloro che hanno acquistato il tarocco spacciato come opera d’arte della scultrice Gina Lollobrigida, hanno la possibilità concreta del risarcimento, telefonando ai
numeri dell’Adusbef (06-48.18.632) inviando un fax (06-4818633) o una mail info@adusbef.it

Leggi Anche
Commento ( 1 )
  1. canalgrande
    24 Settembre 2014 at 6:28 pm

    Mi pare,cosi a occhio e croce, che negli ultimi anni molti maleintenzionati abbiano tentato di circuire,in un modo o nell’altro,la Lollo.Se non l’aiuta la giustizia……………………………………..

Scrivi un commento