Gestione innovativa degli allergeni alimentari: Workshop e intervista a Luca Bucchini, Responsabile Hylobates Consulting

Gestione innovativa degli allergeni alimentari: Workshop e intervista a Luca Bucchini, Responsabile Hylobates Consulting

LA GESTIONE INNOVATIVA DEGLI INTEGRATORI ALIMENTARI SULLA BASE DELLE SOGLIE

 

Il giorno 21 febbraio 2018, presso la facoltà di agraria dell’Università di Bologna, si svolgerà un workshop sulla gestione innovativa degli allergeni alimentari, co-organizzato da Hylobates Consulting (società di consulenza che opera nel settore alimentare e degli integratori alimentari) e l’associazione Moniqa ( Monitoring and Quality Assurance in the Total Food Supply Chain”). L’evento è in collaborazione con OTA (ordine dei tecnologi alimentari dell’Emilia-Romagna, Toscana, Marche ed Umbria) e ha come scopo quello di fornire alle aziende degli strumenti innovativi per gestire e quantificare il rischio allergeni. A livello europeo, con il Reg. (UE) n.1169/2011 e il progetto europeo iFAAM (Integrated Approaches to Food Allergen and Allergy Risk Management), si avvicina il momento in cui saranno fissate le soglie del rischio per gli allergeni e le imprese devono essere preparate.

Esperti nazionali ed internazionali illustreranno quali sono i principali problemi analitici, come integrare le soglie nel proprio sistema di validazione del rischio, come fornire un’etichettatura comprensibile per i consumatori e quali i metodi di convalida e i nuovi materiali di riferimento; seguiranno delle tavole rotonde per approfondire alcuni aspetti relativi alle etichette, alla comparabilità dei risultati, alla comunicazione ed uno sguardo verso il futuro dell’analisi degli allergeni con la mass-spectrometry e nuove aree di esplorazione.

 

Seguirà nel pomeriggio, una parte pratica dove i partecipanti, divisi in piccoli gruppi, avranno la possibilità di effettuare dei test rapidi sui principali allergeni, imparare a legge e confrontare i risultati dei loro test sotto la supervisione di esperti di laboratorio.

TABELLA 1 – RICHIAMI ALLERGENI (EU, UK, Irlanda, USA, Canada, Hong King, Australia e Nuova Zelanda) – Dati iFAAM2017

La tabella mostra un riepilogo del numero totale di allerte e le combinazioni di prodotti / allergeni richiamati. Non esiste una relazione ovvia tra il numero di richiami / allerte allergeni e la dimensione della popolazione nella zona in esame, poiché la popolazione dell’UE è 1,5 volte più grande degli Stati Uniti e 14 volte più grande del Canada, ma il Canada(CFIA), ha circa due volte più richiami di quelli notificati attraverso il RASFF. In termini di combinazioni di prodotto/allergeni richiamati, le tendenze mostrano che il set di dati RASFF ha approssimativamente lo stesso numero di allerte e combinazioni prodotto allergene, mentre in particolare per CFIA e USFDA, il numero di richiami sono almeno tre volte maggiori rispetto al numero di allerte, il che significa che una singola allerta/richiamo ha coinvolto, in media, più prodotti e allergeni.

 

Intervista a Luca Bucchini, Responsabile di
Hylobates Consulting:

 

1) Come sono regolati gli allergeni alimentari a livello europeo?
Da oltre un decennio esiste una normativa sugli allergeni aggiunti agli alimenti come ingredienti. Lo scopo è quello di permettere ai soggetti allergici di evitare gli alimenti cui possono reagire.
La normativa nel 2011, con il Re. (UE) 1169/2011, ha reso più trasparenti queste indicazioni. Invece le indicazioni sulla presenza accidentale, e involontaria, di allergeni, anche se sono un rischio per i consumatori, non sono ancora regolamentate in maniera dettagliata. La normativa prevede solo che saranno regolamentate in futuro.

2) Come rispondono le imprese italiane alle esigenze di legge e di tutela dei consumatori?
Le imprese hanno negli anni messo in piede un sistema di verifiche e controlli esteso. Ultimamente si sono moltiplicati i ritiri dal mercato per allergeni non dichiarati, grazie ad una maggiore sensibilità, il che indica che, nonostante gli sforzi ed una grande attenzione, il problema non sia del tutto sotto controllo. I consumatori allergici lamentano indicazioni poco chiare sulla presenza accidentale.

3) Quali controlli vengono effettuati a livello nazionale?
Esistono programmi di controllo in alcune Regioni.

4) Come si sta evolvendo la gestione dei rischi legati agli allergeni alimentari a livello internazionale?
C’è uno sforzo continuo di miglioramento, anche per rimuovere indicazioni precauzionali che non servono. Questo richiede la fissazione di soglie di rischio, e adeguamenti della filiera a criteri quantitativi. Inoltre, si vogliono migliorare le pratiche delle PMI. Il progetto iFAAM, finanziato dalla CE, ha prodotto molti strumenti interessanti.

5) Cosa possono fare le imprese italiane per evitare richiami, per gestire il rischio in modo ottimale e validare i propri processi?
Devono prestare attenzione al problema perché le procedure istituite anni fa possono essere sorpassate. I rischi possono essere legati all’approvazione o all’applicazione delle etichette per esempio. Devono poi evolvere verso considerazioni quantitative, e a protocolli di validazione rigorosi. Ci sono programmi di certificazione. E le PMI, anche nella ristorazione, hanno bisogno di consulenti tecnici preparati.

 

Redazione Newsfood.com:
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