<<I numeri economici indicati da CCIAA Emilia per l’anno 2024 (anche se riferiti a 9/12 dell’anno – Vedi comunicato in calce) sono molto positivi per i prodotti e la manifattura piacentina.
Piacenza è una città che esporta molto negli ultimi anni, soprattutto materiali finiti meccanico e tecnico ma anche e soprattutto agroalimentare.
Nella relazione dell’Unione Camerale Emilia, quello che fa pensare e meditare è la regressione di numeri fra i primi mesi dell’anno 2024 e gli ultimi mesi: dato economico riscontrabile in tanti settori e in tante province italiane soprattutto del nord Italia. Più continuità e regolarità per le regioni del sud.
L’Europa è il primo mercato dei prodotti “Made in Piacenza” con quasi il 75% del totale, soprattutto Germania e Francia. Bene anche UK, Russia e Cina, meno bene gli Usa.
Come Ovse-CevesUni analizziamo da 35 anni i dati dell’agroalimentare, soprattutto vini e spumanti. In questo settore Piacenza eccelle per una tipologia di vini molto apprezzati oggi dal mercato internazionale e mondiale: vini effervescenti soprattutto bianchi DOC e IGT molto facili nell’abbinamento a tavola e fuori tavola, consumabili in ogni momento della giornata.
Piacenza da oltre 2000 anni produce i vini frizzanti fin dai tempi dei romani. Terreni bianchi calcarei collinari – le famose crete calcaree grossolane e friabili – sono perfetti per ottenere vini profumati di alta acidità e di gradazione alcolica naturale contenuta. La produzione locale si basa su 5 tipicità locali già riconosciute come vini “di pregio” per valore economico di qualità delle uve (prezzo più alto di tutta la Regione Emilia Romagna) nell’elenco del Ministero dell’Agricoltura del 1932: Gutturnio, Trebbianino, Monterosso, Malvasia di Candia, Ortrugo tutti vini effervescenti rappresentanti il 90% della produzione.
Piacenza, con il solo vino Gutturnio, si posiziona al 4° posto come produzione a livello regionale, dato importante nel confronto con le istituzioni bolognesi. In crescita anche i vini tranquilli, soprattutto la eccezionale Malvasia di Candia aromatica: per questa tipologia di vino urge trovare una denominazione e classificazione giusta, chiara, semplice, identitaria.
Sul mercato nazionale ed export, dalle sole aziende vitivinicole, coop e imbottigliatori piacentini sono stati immessi nell’ultimo anno quasi 16-17 milioni di bottiglie, ovviamente per il 90% di vini frizzanti e spumanti. Per il consumo nazionale ed estero, sia etichette doc che igt che vino spumante, si stimano circa 200 mila bottiglie di metodo tradizionale e circa 1,4 mil di spumante metodo italiano, per un giro d’affari di 5,9 milioni di euro, di cui il 65% stappato durate le feste 2024-2025.
Molto maggiori i numeri al consumo reale (non produzione), e soprattutto sui mercati esteri (Russia, Germania, Uk e Francia in testa), per i vini frizzanti rossi e bianchi, doc e non doc, nell’arco dell’anno 2024 appena trascorso: 13,800 milioni di bottiglie per circa 61 milioni di euro di giro d’affari su tutti i mercati. Volumi in calo, ma valori a bottiglia (+5%) e giro d’affari in crescita.
Fino alla fine del 1800 (anni 1870-1899 in cui i vini erano prevalentemente dolci, come l’Asti e lo Champagne), la produzione di uva ( uva Rara, uva Doro, Fortana, Verdea, Bianchetta) era significativa anche in pianura, soprattutto nella val Tidone e nelle terre fertili e ricche della “bassa” dove il maestro Giuseppe Verdi aveva le sue tenute e cantine e dove produceva sempre vini frizzanti ed effervescenti destinati alle oltre 100 famiglie contadine e braccianti che lavoravano i 1300 ettari di Verdi, in proprietà. Questo era dovuto anche ad un tipo di alimentazione a base di carni grasse (maiale) e l’uso del burro come condimento per la pasta ripiena ( tortelli e anolini). Addirittura nel 1993-1994 il Gutturnio frizzante fu eletto come il vino più consumato e bevuto nella famosa “Milano da bere” >>
Qui a seguire il comunicato stampa di CCIAA di Piacenza
Da: CCIAA Emilia Ufficio Stampa <ufficio.stampa@emilia.camcom.it>
Oggetto: EXPORT PIACENTINO IN CRESCITA: +7,2% NEI PRIMI NOVE MESI DEL 2024 – comunicato stampa
Data: 17 dicembre 2024
EXPORT PIACENTINO IN CRESCITA:
+7,2% NEI PRIMI NOVE MESI DEL 2024
Prosegue il buon andamento delle esportazioni piacentine, che nei primi nove mesi del 2024 hanno fatto segnare un incremento del 7,2%, attestandosi, in valore, a 5.119 milioni di euro esportati.
Ad evidenziarlo sono le analisi dell’Ufficio studi della Camera di Commercio dell’Emilia sui dati Istat, che indicano una crescita significativa in quasi tutti i continenti.
L’incremento percentuale è inferiore al +10,6% registrato alla fine del primo semestre, ma risulta ampiamente superiore a quello che si sta registrando nelle altre province emiliane.
Positivi i valori raggiunti in Europa (che detiene una quota del 72% sul totale delle esportazioni piacentine), con 3.695 milioni e una crescita del 4,1%, anche se in termini assoluti è stata l’Asia ad imprimere una particolare spinta all’export, con una crescita del 33,9% corrispondente a ben 245 milioni in più, per un totale che ha sfiorato i 967 milioni.
Aumenti, sempre parlando di continenti, anche in Oceania (+36,8% e 47 milioni di export), mentre una flessione del 16,6% si è registrata in Africa, con il valore sceso a 108 milioni.
La Germania mantiene il primo posto nella graduatoria dei Paesi maggiori importatori di “made in Piacenza” con 784 milioni di esportazioni ed un incremento del 9,2% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Buon andamento anche per Francia, con 735 milioni ed un +2,2%, Spagna con 390 milioni di euro e +10,4% e Polonia con 157 milioni e +27,4%.
Tra i paesi extra UE, buona performance della Cina con 369 milioni di euro e +40,6%, e Regno Unito con 105 milioni di euro ed un incremento del 7,8% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.
In calo, invece, le quote export verso gli Stati Uniti che, con un valore pari a 204 milioni di euro, hanno mostrato una diminuzione del 2,1% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
Guardando ai diversi settori produttivi, tra i comparti che hanno maggiormente contribuito all’aumento dell’export nei primi nove mesi del 2024 spicca il tessile abbigliamento che, con un incremento del 13,6%, ha portato il valore delle esportazioni a 1.626 milioni, aggiungendo 194 milioni ai risultati del settembre 2023. Rilevante, percentualmente, l’aumento delle esportazioni di prodotti alimentari e bevande; la crescita, in questo caso, è stata del 6,6%, vale a dire 30 milioni in più rispetto al settembre 2023, per un totale salito a 493 milioni di euro.
Buoni saldi, poi, anche per il settore delle macchine e apparecchi, che si colloca al secondo posto della graduatoria dei prodotti a più alto valore di esportazioni; l’aumento del 7,7%, infatti, ha portato ad una cifra pari a 998 milioni di euro. Andamento positivo anche per l’industria metallurgica con 425 milioni di euro esportati ed un incremento dell’8,3%, così come gli apparecchi elettrici con 347 milioni di euro esportati ed un incremento in dodici mesi del 4,1%.
In calo, invece, il settore degli articoli in gomma e materie plastiche, con 227 milioni esportati ed un calo del 3,1%, così come i mezzi di trasporto, con 375 milioni esportati ed una diminuzione del 4,7% delle esportazioni in un anno.
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