E' record anche per il mais, dopo grano e riso

E’ record anche per il prezzo del mais destinato all’alimentazione animale e alla produzione di bioenergie dopo quello già raggiunto nei giorni scorsi da riso e al Chicago Board of
Trade, che rappresenta il punto di riferimento del commercio internazionale delle materie prime agricole.

Lo rende noto la Coldiretti nel sottolineare che il forte rialzo di quasi il 30 per cento rispetto all’inizio dell’anno è anche il frutto del calo nelle scorte statunitensi stimato dal
dipartimento dell’agricoltura Usa. Se il mais ha toccato il valore record di 6,05 dollari per bushel (circa 15 centesimi di euro al chilo) per i future con consegna a maggio, su valori elevati
continuano ad essere scambiati anche riso e grano.

L’andamento dei prezzi – riferisce la Coldiretti – sta provocando proteste e rivolte in molti Paesi come Haiti dove è stato lanciato un appello alla calma dal presidente
Réné Preval e dal segretario generale dell’Onu Ban Ki-moon, mentre gli Stati Uniti hanno sospeso temporaneamente le operazioni della loro ambasciata a Port au Prince. Molti paesi
produttori hanno deciso di limitare le esportazioni e di investire in nuove coltivazioni nazionali con l’obiettivo di ridurre i prezzi al consumo sul mercato interno ma tensioni sociali sono
evidenti anche nelle Filippine ed in Indonesia dove è corsa nei negozi per gli accaparramenti. Per assicurarsi la disponibilità interna, l’Arabia Saudita ha tagliato i dazi
all’importazione per un gran numero di prodotti alimentari come grano, pollo, latte e olio vegetale, in India è stata proibita l’esportazione di riso e ridotte le tasse all’importazione
di granoturco, mentre il Vietnam, che è il terzo esportatore mondiale di riso, ha deciso di ridurre le spedizioni dell’11 per cento. La Cina ha annunciato un aumento del prezzo pagato
agli agricoltori al fine di garantirsi disponibilità di prodotto e raffreddare la crescita dell’inflazione interna, le Filippine, il principale Paese importatore di riso a livello
globale, hanno annunciato un piano per mettere a coltura altri 600.000 ettari di riso e se il Vietnam ha deciso di ridurre di un milione di tonnellate le esportazioni per contenere i prezzi
interni e garantire la disponibilità alimentare la Cambogia – continua la Coldiretti – ha addirittura vietato le esportazioni.

Anche Paesi come l’Ucraina e la Russia stanno aumentando le superfici coltivate a grano al pari di quanto è avvenuto in Italia dove, secondo la Coldiretti – si prevede un aumento del 18
per cento in termini di superfici per il grano duro e del 14 per cento per il grano tenero. Mente l’aumento dei dazi all’esportazione di carne dall’Argentina che si sono aggiunti al blocco
sanitario imposto dall’unione Europea al Brasile non mancherà di avere effetti sulla produzione nazionale.

Le speculazioni che si sono spostate dai mercati finanziari in difficoltà a quelli delle materie prime agricole sono – sostiene la Coldiretti – una delle cause dell’andamento delle
quotazioni che sono comunque sostenute dalle informazioni sulla scarsità delle scorte, sull’andamento climatico e sull’aumento della domanda di nuovi paesi emergenti come Cina ed India.

Siamo di fronte – sostiene la Coldiretti – ad un cambiamento delle gerarchie all’interno dell’economia e un ruolo nuovo e centrale da svolgere per l’agricoltura nei prossimi anni sia nella
fornitura di beni alimentari che come opportunità per lo sviluppo di alternative energetiche. Uno scenario che – conclude la Coldiretti – deve significare una nuova attenzione per
sostenere la crescita del settore a livello nazionale, comunitario ed internazionale.

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