Riso al record storico e il grano torna a crescere

Il prezzo del riso ha raggiunto un nuovo massimo storico a 20,5 dollari per hundredweight (circa 0,27 euro al chilo) con un aumento di oltre il 40 per cento dall’inizio dell’anno, lo rende noto
la Coldiretti nel sottolineare che anche il grano è tornato a crescere fino a 9,91 dollari per bushel (circa 0,24 euro al chilo) alla chiusura settimanale della Chicago Board of Trade
che rappresenta il punto di riferimento del commercio internazionale delle materie prime agricole.

Le ultime proteste sono scoppiate ad Haiti dove sono stati assaltati gli uffici delle nazioni Uniti ma tensioni sociali sono evidenti anche nelle Filippine ed in Indonesia dove è corsa
nei negozi per gli accaparramenti. Il riso è infatti un alimento da cui dipende la sopravvivenza di 2,5 miliardi di persone solo in Asia. L’aumento dei prezzi – sottolinea la Coldiretti
– è dovuto alla forte riduzione delle scorte mondiali di riso che quest’anno secondo il Dipartimento statunitense dell’agricoltura non dovrebbero superare i 72 milioni di tonnellate, il
livello piu’ basso negli ultimi 25 anni.

Aumento della domanda dei paesi emergenti, effetti del clima e speculazioni internazionali hanno spinto al massimo i valori delle due componenti fondamentali della dieta a livello
internazionale provocando in molti paesi – sottolinea la Coldiretti – proteste sociali e l’adozione di misure commerciali e produttive per garantire gli approvvigionamenti interni.

Per assicurarsi la disponibilità interna, l’Arabia Saudita ha tagliato i dazi all’importazione per un gran numero di prodotti alimentari come grano, pollo, latte e olio vegetale, in
India è stata proibita l’esportazione di riso e ridotte le tasse all’importazione di granoturco, mentre il Vietnam, che è il terzo esportatore mondiale di riso, ha deciso di
ridurre le spedizioni dell’11 per cento. La Cina ha annunciato un aumento del prezzo pagato agli agricoltori al fine di garantirsi disponibilità di prodotto e raffreddare la crescita
dell’inflazione interna, le Filippine, il principale Paese importatore di riso a livello globale, hanno annunciato un piano per mettere a coltura altri 600.000 ettari di riso e se il Vietnam ha
deciso di ridurre di un milione di tonnellate le esportazioni per contenere i prezzi interni e garantire la disponibilità alimentare la Cambogia – continua la Coldiretti – ha addirittura
vietato le esportazioni.

Anche Paesi come l’Ucraina e la Russia stanno aumentando le superfici coltivate a grano al pari di quanto è avvenuto in Italia dove, secondo la Coldiretti – si prevede un aumento del 18
per cento in termini di superfici per il grano duro e del 14 per cento per il grano tenero.

La stessa preoccupazione del governatore di Bankitalia Mario Draghi secondo il quale «l’inflazione restera’ alta quest’anno a causa dei prezzi del petrolio e degli alimenti»
conferma – sostiene la Coldiretti – le prospettive del World Economic Forum (WEF) di Davos secondo il quale la riduzione della disponibilità alimentare con l’aumento dei prezzi è
insieme alla crisi del petrolio, alla recessione Usa e alla globalizzazione dei rischi tra le minacce per l’economia mondiale da qui a dieci anni.

Uno scenario che prefigura un cambiamento delle gerarchie all’interno dell’economia e un ruolo nuovo e centrale da svolgere per l’agricoltura nei prossimi anni sia nella fornitura di beni
alimentari che come opportunità per lo sviluppo di alternative energetiche – conclude la Coldiretti – nel sottolineare che questo deve significare una nuova attenzione per sostenere la
crescita del settore a livello nazionale, comunitario ed internazionale.

Leggi Anche
Scrivi un commento