Dragonfly, una fattoria a New York

Dragonfly, una fattoria a New York

By Redazione

Negli Stati Uniti, la crisi economica  spinge i progettisti a cercare nuove soluzioni a vecchi problemi, come ad esempio l’approvigionamento di cibo nelle aree urbane.
A tal proposito, sono state sviluppate le urban farming (fattorie urbane), modelli di agricoltura in aree pesantemente popolate.

Nell’ambito di tale settore di sviluppo si colloca Dragonfly, innovativo esempio di architettura pensato dal belga Vincent Callebaut.

La libellula (questa la traduzione italiana del nome) si troverà sulla Roosevelt Island di New York e le misure sono adeguate alla dimensione della Grande Mela: 600 metri d’altezza e
132 piani che ospiteranno una varietà di strutture.

I settori dedicati alla produzione di cibo (frutta, verdura, cereali, carne e prodotti caseari) si alterneranno a laboratori di ricerca, appartamenti ed aree ad uso commerciale.

Grandezza a parte, Dragonfly colpisce per l’attenzione alla questione energetica e al benessere degli occupanti.

Sfruttando la forma della struttura ad ali di libellula (da qui il nome dell’edificio), l’architetto Callebaut è riuscito a fondere ecologia ed indipendenza energetica: la struttura
sarà infatti autosufficiente grazie all’energia solare ed energia eolica e si configura come un perfetto esempio di sviluppo sostenibile.

Inoltre, la particolare conformazione in acciaio e vetro del palazzo  consentirà ai residenti di rimanere al caldo d’inverno e al fresco d’estate. 

                                                                                                                                 
Matteo Clerici

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