Disastro Comore: il Codacons aveva già denunciato le probabili cause dell’incidente

Disastro Comore: il Codacons aveva già denunciato le probabili cause dell’incidente

In relazione all’aereo della compagnia Yemenia, precipitato ieri presso le isole Comore, il Codacons rileva di aver denunciato da anni la pericolosità dei voli estero su estero ,
evidenziando le circostanze che con tutta probabilità sono all’origine della tragedia.

Da anni, infatti, il Codacons riporta segnalazioni di consumatori che partono con aerei sicuri dall’Italia, ma che poi, dovendosi trasferire da una località estera all’altra, specie se
viene cancellato il volo previsto, viaggiano su deltaplani. Per questo da tempo chiedevamo che le agenzie turistiche fossero obbligate a fornire al consumatore che acquista un pacchetto turistico
sia l’elenco delle compagnie aeree e dei velivoli con i quali il tour operator lavora, anche in caso di cancellazione del volo, sia l’elenco delle compagnie di serie B vietate in Italia, ma
magari tollerate fuori dall’Europa.

Inoltre il caso indica l’urgente necessità, da anni evidenziata dal Codacons, di avere non solo le black list delle compagnie aeree, ma anche:

1) Pubblicazione delle black list degli aeroporti.

La sicurezza, infatti, non dipende solo dagli aerei ma anche dagli standard di sicurezza adottati dagli aeroporti, tenuto conto del tipo di strumentazione tecnica in uso (tipo di radar, ecc.),
della sicurezza antincendio, del traffico, ossia del numero di voli rispetto alla capacità massima dell’aeroporto, della lunghezza delle piste, della presenza di edifici o altri ostacoli
lungo le piste o in fase di atterraggio.

2) Pubblicazione delle liste nere dei Paesi. Non basta segnalare le cattive compagnie aeree, ma anche i cattivi paesi d’origine, in modo da far sapere al consumatore in quali Stati vi è
una normativa elastica che consente alle compagnie di quel Paese di non rispettare determinati standard internazionali.

3) Lista di serie A e di serie B dei velivoli. Attualmente non è prevista. Si dovrà tener conto di alcuni dati oggettivi come l’anno di fabbricazione, l’anno di revisione, ma anche
di indici di affidabilità dei modelli in circolazione, come il numero di incidenti registrati da quel modello rapportati al numero dei velivoli in circolazione e del monte ore di volo.

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