Dihè: l’alga del Ciad può nutrire l’Africa
11 Dicembre 2010
Usare un alimento della tradizione africana, migliorarlo e sfruttarlo per eliminare fame e malnutrizione dal Continente.
Questo l’obiettivo di una ricerca dell’INRAN (Istituto Nazionale di Ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione), diretto dalla dottoressa Marina Carcea e sostenuto da FAO ed Unione Europea.
Il lavoro, iniziato nel 2004 con la collaborazione delle autorità, ha preso in esame il dihè. Tale alimento viene ricavato dalle alghe spirulina presenti nel Lago Ciad. Essiccate
e lavorate, tali alghe verdi-blu costituiscono parte importante della dieta regionale.
Allora, gli scienziati stanno analizzando il prodotto cercando di potenziare valore nutrizionale e sicurezza del consumatore, andando oltre i sistemi tradizionali.
Attualmente, spiega la dottoressa Carcea, “Il dihè migliorato, pur mantenendo un elevato valore nutrizionale, è igienicamente più sicuro e non è contaminato dalla
sabbia”. Più in generale, “La ricerca può ottenere risultati ancor più significativi, tuttavia il dihè migliorato resta una fonte eccellente di proteine, minerali,
folati e carotenoidi per combattere la malnutrizione, garantendo sicurezza igienica e rispetto delle tradizioni locali e favorendo al tempo stesso uno sviluppo socioeconomico diffuso”
FONTE: “Miglioramento della qualità nutrizionale e igienico-sanitaria del Dihè (alghe verdi-blu del lago Ciad, Africa)”, INRAN
Matteo Clerici
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