«Difendere il Made in Italy agroalimentare dalle minacce a livello nazionale ed internazionale»

Occorre difendere il Made in Italy agroalimentare dalle minacce a livello nazionale ed internazionale che rischiano di danneggiare irreversibilmente un patrimonio costruito negli anni con il
sacrificio e la professionalità delle imprese agricole, è quanto ha affermato il Presidente della Coldiretti Sergio Marini nel corso dell’incontro con il candidato premier del
Popolo della Libertà Silvio Berlusconi con la più grande organizzazione agricola italiana ed europea che conta oltre 1,5 milioni di associati e il 69 per cento delle imprese
agricole iscritte alle camere di commercio che fanno riferimento ad associazioni di categoria.

Una mega convention informatica che insieme ai dirigenti della sede di palazzo Rospigliosi è stata seguita da ventimila agricoltori in diretta on line dalle sedi provinciali e regionali
della Coldiretti.

Il presidente della Coldiretti Sergio Marini ha illustrato a Silvio Berlusconi i contenuti del documento per la prossima legislatura, elaborato dalla più grande organizzazione agricola
italiana ed europea, sul quale è stato invitato ad intervenire il leader del Popolo della Libertà. Sono quattro i grandi temi affrontati dal presidente della Coldiretti che ben
rappresentano qual è il ruolo che la società assegna alle imprese agricole e quali devono essere le condizioni perché questo compito possa essere svolto nella maniera
migliore. Innanzitutto occorre rafforzare le imprese agricole anche nella loro capacità produttiva e ridurre i costi e i troppi passaggi dal campo alla tavola per garantire un cibo al
giusto prezzo per tutti. Ciò si lega anche alla necessità di avere più cibo italiano in tavola, puntando su qualità, identità, sicurezza e salute. Il
territorio rappresenta inoltre un fattore di sviluppo economico, e se è più pulito e più bello è anche più competitivo. Infine occorre una rinnovata coesione
sociale, garantendo più servizi sul territorio.

Nel giardino antistante la sede della Coldiretti è stato allestita una esposizione con i prodotti piu’ prestigiosi del patrimonio alimentare nazionale (Vini Docg e Oli Dop, Mortadella,
Culatello di Zibello, Soppressata calabrese, Asiago, Parmigiano reggiano, Mozzarella di bufala campana, Lardo di Colonnata, Fagiolo di Lamon, ecc.) ma anche la piu’ ampia rassegna delle
imitazioni del Made in Italy a tavola scovate dalla Coldiretti nei diversi continenti. Nel mondo sono falsi più tre prodotti alimentari «italiani» su quattro, con le
esportazioni dall’Italia che raggiungono il valore di 16,7 miliardi di euro e rappresentano appena un terzo del mercato mondiale delle imitazioni di prodotti alimentari Made in Italy che vale
oltre 50 miliardi di euro. Se – spiega la Coldiretti – il Parmesan è la punta dell’iceberg diffuso in tutto il mondo, c’è anche il Romano prodotto nell’Illinois con latte di mucca
anziché di pecora, il Parma venduto in Spagna senza alcun rispetto delle regole del disciplinare del Parmigiano Reggiano o la Fontina danese e svedese molto diverse da quella della Val
d’Aosta, l’Asiago e il Gorgonzola statunitensi o il Cambozola tedesco imitazione grossolana del formaggio con la goccia. La lista è lunga – precisa la Coldiretti – anche per i salumi con
la presenza sulle tavole del mercato globale di pancetta, coppa, prosciutto Busseto Made in California, ma anche di falsi salami Toscano, Milano e addirittura di soppressata Calabrese tutelata
dall’Unione Europea come prodotto a denominazione di origine. E non mancano casi di imitazione tra i prodotti simbolo della dieta mediterranea come spaghetti Napoletana, pasta Milanesa,
tagliatelle e capellini Milaneza prodotti in Portogallo, linguine Ronzoni, risotto Tuscan e polenta dagli Usa e penne e fusilli tricolore Di Peppino prodotti in Austria. Tra i condimenti
risaltano i San Marzano: pomodori pelati «grown domestically in the Usa» o i pomodorini di collina cinesi e la salsa Bolognese dall’Australia. tra le curiosità da ricordare
l’Amaretto Venezia prodotto in Germania in una bottiglia la cui forma imita quella dell’Amaretto di Saronno, il caffè Trieste italian roast espresso prodotto in California con confezione
tricolore come i biscotti Stella d’oro prodotti nello Stato di New York (USA).

La pirateria agroalimentare – denuncia la Coldiretti – utilizza impropriamente parole, colori, località, immagini, denominazioni e ricette che si richiamano all’Italia per prodotti
taroccati che non hanno nulla a che fare con la realtà nazionale: dai formaggi ai salumi, dal caffè ai biscotti, dall’olio di oliva ai condimenti, dalla pasta ai vini. Il rischio
reale è che si radichi nelle tavole internazionali un falso Made in Italy che toglie spazio di mercato a quello autentico e banalizza le specialità nostrane frutto di tecniche,
tradizioni e territori unici e inimitabili.

LA PROPOSTA COLDIRETTI PER IL RILANCIO DELL’ITALIA

1) Rafforzare le imprese agricole anche nella loro capacità produttiva e ridurre i costi dei troppi passaggi dal campo alla tavola per garantire un cibo al giusto prezzo per
tutti. Alcune proposte:

? Dimezzare le intermediazioni e i troppi passaggi dei prodotti agro-alimentari dal campo alla tavola, supportando forme di aggregazione, partecipazione e internazionalizzazione dell’impresa
agricola nelle fasi di trasformazione e distribuzione dei prodotti alimentari.
? Realizzare almeno un farmers market per ogni comune italiano (mercatini degli agricoltori) per la vendita diretta dei prodotti agricoli e sancire il diritto allo scaffale per i prodotti
locali nei supermercati
? Un piano nazionale per le infrastrutture e in particolare quelle per la captazione delle acque e un piano di miglioramento delle reti di adduzione e incentivazione di impianti irrigui ad alta
efficienza.
? Sviluppo dei Consorzi Agrari per attivare economie di scala tese al contenimento dei costi dei mezzi tecnici per le imprese.
? Riduzione del carico burocratico sulle imprese, potenziando anche gli strumenti esistenti che regolano già il rapporto impresa-Pubblica Amministrazione in applicazione del principio
della sussidiarietà orizzontale
? Definitiva stabilizzazione delle proroghe fiscali, azzeramento delle accise carburanti/energia, introduzione tickets lavoratori agricoli.

2) Qualità, identità, sicurezza e salute: più cibo italiano in tavola. Alcune proposte:
? Rendere obbligatorio nelle scuole lo studio della corretta alimentazione per fronteggiare l’obesità e le malattie legate alla cattiva alimentazione.
? Applicare la legge 204 del 2004, per l’etichettatura di origine obbligatoria, come richiesto da milioni di cittadini Italiani.
? Tutela internazionale della distintività dei cibi e dei territori per vincere sui mercati globali (ovvero recuperare 50 miliardi di euro di falso Made in Italy nel mondo e 300.000
nuovi posti di lavoro).
? Forte azione comunitaria a difesa dei prodotti mediterranei e consolidamento del bilancio agricolo comunitario riconoscendo la funzione economica, ma anche ambientale e sociale delle imprese
agricole.
? Potenziare i controlli interni e alle frontiere per fronteggiare le frequenti frodi, sofisticazioni e importazioni illegali di alimenti.

3) Un territorio più pulito e più bello è anche più competitivo. Alcune proposte:
? Ridurre di un terzo i rifiuti da smaltire in discarica; con la raccolta differenziata le sostanze organiche possono essere restituite come compost al suolo dove diventano humus che migliora
la fertilità dei terreni agricoli e riduce le emissioni di CO2 nell’aria.
? Un piano nazionale per stimolare lo sviluppo di imprese agricole «multifunzionali:
o consolidamento delle misure agro-energetiche per impianti di piccole dimensioni a basso impatto ambientale;
o produzione di bioplastiche.

4) Per una rinnovata coesione sociale: più servizi sul territorio. Alcune proposte
? Privatizzazione di alcuni servizi sociali di prossimità sul territorio realizzabili dal sistema diffuso delle imprese agricole in piena applicazione del principio di
sussidiarietà.
? Riconoscimento delle imprese e delle famiglie che operano e vivono in campagna quale tessuto sociale garante di una legalità diffusa, di una nuova inclusione sociale e di prevenzione
della criminalità.
? Piano di investimento per la realizzazione di infrastrutture e sostegno alle reti telematiche.
? Rafforzare le imprese agricole anche nella loro capacità produttiva e ridurre i costi dei troppi passaggi dal campo alla tavola per garantire un cibo al giusto prezzo per tutti;
? Qualità, identità, sicurezza e salute: più cibo italiano in tavola;
? Un territorio più pulito e più bello è anche più competitivo
? Una rinnovata coesione sociale: più servizi sul territorio.

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