Decimo numero del quadrimestrale dell'Agenzia Umbria Ricerche (“Aur&S”)

Perugia – Territorio, economia, lavoro e welfare, ma anche sviluppo locale, ricerca, immigrazione ed analisi della classe politica dei comuni umbri con più di 30mila
abitanti: si presenta ricco di argomenti il decimo numero del quadrimestrale dell’Agenzia Umbria Ricerche («Aur&S»), presentato stamani, a Perugia, dal presidente, Claudio
Carnieri, e dal direttore dell’AUR, Anna Ascani.

La rivista, che si apre con un editoriale dello stesso Carnieri su «Cambiamento e mappe cognitive», è per il presidente dell’AUR «uno strumento significativo
dell’attività dell’Agenzia Umbria Ricerche perché testimonia la capacità dell’Agenzia di fare ricerca in proprio. Di come l’AUR sia diventata punto di riferimento per la
messa in rete di competenze e di attività di studio sull’andamento della società regionale, di come la pubblicazione si sia arricchita nel tempo di particolari contributi. Il
taglio di questo numero – ha spiegato il presidente – si compone di una prima parte legata alla questione del territorio ed alle politiche che lo governano. A tale proposito Carnieri ha voluto
ricordare come «il pensiero istituzionale politico dell’Umbria ha attorno alla problematica del territorio una ricca genealogia. L’Umbria è infatti la prima Regione italiana che si
è distinta nella storia istituzionale per la capacità di riflessione e di studio programmatorio sui problemi del territorio. Sono in cantiere – ha annunciato Carnieri – alcune
pubblicazioni su cartografie rinvenute in Agenzia che danno il segno dell’attenzione riposta su questo argomento dalla società e dalle istituzioni».

Seguono nel volume – ha proseguito il presidente – importanti riflessioni sul tema del settore bancario e del credito, della ricerca scientifica, del sistema del commercio. Sono inoltre
presenti analisi relative all’attuazione del Fondo sociale europeo ed alla prossima programmazione 2007-2013, approfondimenti specifici su aspetti del mercato del lavoro e del welfare e sulle
questioni urbane delle città di Terni e Città di Castello. L’obiettivo della sezione »Osservatorio» è invece puntato sull’immigrazione, sul rapporto fra
consumatori e informazione, sulle frodi, ma anche sulla classe politica dei Comuni umbri con più di 30mila abitanti, a partire dal periodo più significativo per la recente
trasformazione del sistema politico ed istituzionale: il 1993. Segue la sezione delle «Recensioni» (che include anche un approfondimento su 20 anni di Europa e su l’Associazionismo)
e, a conclusione del volume, la pubblicazione degli atti della consegna all’allora ministro del Bilancio Ugo La Malfa, nel 1963 all’Aula Magna dell’Università di Perugia, del Piano di
sviluppo economico per l’Umbria. «Nella storia del pensiero economico italiano l’Umbria è stata la prima Regione – ha ricordato Carnieri – a dotarsi di un Piano regionale di
sviluppo elaborato da un gruppo di intellettuali guidati da Siro Lombardini in collaborazione con l’»Ires» del Piemonte.

Il direttore dell’Agenzia Umbria Ricerche, Anna Ascani, ha invece annunciato la presentazione, il prossimo 5 marzo a Perugia, del Rapporto MET 2007 su «Stato e Imprese. Le politiche in
Italia ed in Umbria», realizzato da Monitoraggio Economia e Territorio su committenza dell’AUR. «Il Rapporto mette in evidenza – ha detto Ascani – luci ed ombre delle politiche
industriali in Italia ed in Umbria, anche al fine di fornire ai decisori politici una analisi di quanto fatto per le imprese dal 2000 al 2007 e di valutare l’efficacia di principali strumenti
di agevolazione e di aiuto alle imprese. Nel Rapporto, che inquadra la situazione umbra nel contesto nazionale, uno specifico capitolo è dedicato ai risultati di una indagine campione su
400 imprese umbre, realizzata attraverso interviste dirette finalizzate soprattutto ad evidenziare quelli che sono i bisogni delle imprese. I dati raccolti verranno aggiornati per il 2008 e per
gli anni a seguire. Ne possono derivare elementi importanti da utilizzare anche nella nuova fase di programmazione comunitaria – ha detto Ascani – soprattutto nell’ambito degli assi strategici
della ricerca, dello sviluppo, della formazione e del capitale umano. Il Trend per l’Umbria – ha concluso il direttore AUR anticipando a grandi linee i contenuti del Rapporto – è
sostanzialmente positivo: all’incremento degli aiuti corrisponde la crescita della regione nell’innovazione di processi e prodotti».

Leggi Anche
Scrivi un commento