Dalla Cina sulla Ferrero un segnale positivo per l'agroalimentare italiano

Un segnale importante, così la Cia-Confederazione italiana agricoltori commenta la sentenza che ha dato ragione alla Ferrero nel contenzioso con la cinese Montresor, aver riconosciuto la
concorrenza sleale, soprattutto da parte della Suprema Corte di Pechino, è per la Cia un elemento importante nella lotta alla contraffazione dell’agroalimentare che vede proprio il
«made in Italy» il più colpito nel mondo.

La sentenza favorevole alla Ferrero, apre, quindi, uno scenario nuovo, anche se -avverte la Cia- bisognerà operare con la massima necessità per contrastare il fenomeno
dell’agropirateria che ogni anno provoca al nostro Paese uno «scippo» di 60 miliardi di euro, praticamente poco meno della metà dell’intero valore della produzione
agroalimentare italiana.

In questo contesto è da rilevare -conclude la Cia- che proprio dalla Cina arrivano in Europa i maggiori prodotti contraffatti: nel 2006 il 75 per cento dei 255 milioni di articoli
sequestrati dalle dogane europee provenivano, infatti, dal Paese asiatico.

Leggi Anche
Scrivi un commento