Cupe vampe su Spineda, ottant’anni dopo le fiamme che distrussero il paese diventano un libro
11 Aprile 2025
Il 13 aprile del 1945 i nazifascisti bruciarono un intero paese per rappresaglia. Il racconto di quei fatti rivive in una serata tra video e parole
“Cupe Vampe su Spineda” non è una fiaba, questa è una storia di fiamme e di violenza. È il racconto storico di quanto è accaduto in un piccolo borgo di campagna, che per caso o per destino si trovò nel mezzo di una vendetta tra forze troppo grandi per trovar casa negli alloggi poveri del tempo. Questa è la storia di un gruppo di giovani che mostravano vessilli di colori diversi, che si trovavano a correre per le stesse strade, ad amare le stesse donne e a odiarsi perché vestivano divise diverse e credevano in mondi paralleli. Alcuni di loro morirono, altri li vollero vendicare.
Sabato 12 aprile 2025 si celebra l’ottantesimo anniversario dell’incendio che distrusse Spineda, frazione di Riese Pio X, nel Trevigiano. Nell’occasione sono stati organizzati una serie di appuntamenti per commemorare quei fatti. Alle 17.45 è previsto lo scoprimento del dipinto “Il fuoco della memoria” di Francesca Perin presso l’Osteria Armellini, alle 18.15 la sfilata e deposizione della corona al monumento dei Caduti, alle 19.00 la Santa Messa, alle 21.00 l’evento “Cupe vampe su Spineda” durante il quale saranno trasmessi i video della ricostruzione storica di quanto avvenuto a Spineda nel 1945, realizzati una decade or sono dal Gruppo Fotografico Vallà e riadattati per l’occasione da Giorgio Cividal, che li proietterà sulla chiesa di Spineda trasformata in una enorme tela a più livelli.
Quanto avvenuto in quell’aprile a Spineda è scritto sui libri di storia locale. Prima un duplice omicidio per mano partigiana (era l’11 aprile), poi la vendetta nazifascista (il 13 aprile) che bruciò le case del paese e distrusse Villa Michieli, infine l’epopea dei residenti incarcerati a Bassano del Grappa, da dove scapparono il successivo 24 aprile sotto il caos delle bombe alleate. Infine, il racconto della ricostruzione e della riconciliazione sociale nell’immediato dopoguerra.
Nell’occasione, sarà presentato il libro storico “Cupe vampe su Spineda – Gli omicidi, la vendetta e la ricostruzione” (147 pagine, Amazon Publishing) a firma di Mauro Pigozzo, giornalista e scrittore. Un testo storico, che è la revisione aggiornata del libro “Spineda in Fiamme – La memoria sessant’anni dopo” pubblicato nel 2005 dallo stesso autore e che ripercorre i fatti accaduti ad aprile del 1945 nella frazione.
Il libro rappresenta la raccolta completa dei documenti d’archivio e delle fotografie dell’epoca; un testo che cita i racconti dei protagonisti, oramai quasi tutti morti. Durante la serata del 12 aprile saranno lette le testimonianze riportate nel testo e raccolte nel 1945 dallo storico-giornalista Francesco Zanetti; ma anche alcuni passaggi scritti da don Cesare Galiazzo, sacerdote che guidò la comunità in quel periodo di dolore e rinascita.
Nelle pagine di “Cupe vampe su Spineda” si racconta di cosa accadde quando la triste vendetta divampò contro gli innocenti, di come case e animali bruciarono e di come da quel piccolo paesello decine di uomini dovettero incamminarsi verso la prigione e il rischio della deportazione: dovevano scontare colpe non loro, ma in guerra l’usanza di colpire gli innocenti è antica come il mondo.
Era il 1945, da allora sono passati ottant’anni ma quella vicenda umana e collettiva è ancor oggi archetipo della resilienza contadina, del coraggio di lottare contro le ingiustizie. Una storia che è doveroso riproporre. Perché è l’essenza stessa della memoria collettiva ad entrare in gioco, di come un incendio creò una comunità e di come la guerra non sia un fuoco che purifica, ma solamente un’energia distruttiva che prevarica e annichilisce.





