Cuneo inaugurazione: Fantasie Guerriere – Una storia di seta fra Roberto Capucci e i Samurai

 

Un filo di seta unisce gli abiti di Roberto Capucci e le armature dei samurai del Giappone classico. E delle farfalle. Che danno forma ai fiocchi sugli abiti-scultura di Capucci e
sormontano gli elmi dei guerrieri giapponesi. Ma anche dei ricami, incisi sulle tsuba, le else delle spade giapponesi. Ed elegantemente dipanati sulle sete di Capucci, sulle ali
impetuose della fantasia e della favola.

«Fantasie guerriere» è il titolo della magnifica esposizione che il Filatoio di Caraglio – dove per secoli nascevano alcuni dei più pregiati filati
sabaudi, dedica al confronto tra gli abiti-scultura di Roberto Capucci e le armature dei samurai dal XVI al XIX sec. della collezione del Museo Stibbert di Firenze.

La mostra, curata Kirsten Aschengreen Piacenti (Direttrice del Museo Stibbert) e Roberto Capucci, è organizzata dall’Associazione Culturale Marcovaldo in collaborazione con la
Regione Piemonte, il Museo Stibbert e la Fondazione Roberto Capucci.

L’evento è reso possibile grazie al sostegno della Compagnia di San Paolo, della Fondazione CRC e al contributo della Fondazione CRT.

L’allestimento è curato dallo Studio aMDL (Michele De Lucchi, Enrico Quell, Alessandro Ciancio) ed è realizzato con la sponsorizzazione tecnica della iGuzzini (impianto di
illuminazione) e di Bonaveri Manichini srl.

Provenienti dal Museo della Fondazione Roberto Capucci di Firenze, saranno esposti più di quaranta spettacolari abiti-scultura che rappresentano uno sguardo sulla
creatività dell’artista/stilista. Sono stati selezionati pezzi diversi per epoche e per stili, per dare una lettura nuova di quel suo particolare legame con il materiale scelto
per le sue opere artistiche: la seta.

Dal Museo Stibbert di Firenze provengono le dieci armature giapponesi. Furono collezionate da Frederick Stibbert nella seconda metà dell’Ottocento ed esposte nel museo da lui
creato che lasciò nel 1906 alla città di Firenze.

Queste armature, dall’aspetto così insolito e feroce, sono composte da due materiali delicati e pregiati: sottili lamine d’acciaio coperte di lacca, colorata o dorata, tenute
insieme da finissime trecce di seta anch’essa colorata. Si tratta di armature da guerra appartenute alla stirpe dei grandi guerrieri nobili, i daimyo, e devono la loro efficacia alla
capacità di lavorazione degli armaiuoli giapponesi di queste due materie: la lacca rende impermeabili le lamine, proteggendo così l’acciaio dall’umidità, e la seta
è un materiale tra i più resistenti e duttili.

Pochi hanno saputo sfruttare come Capucci le particolari qualità della seta, quella resistenza e duttilità che gli hanno consentito di creare i suoi abiti-scultura.

I quattordici elmi e la maschera da guerra esposti provengono anch’essi dalla collezione del Museo Stibbert. Sono copricapo da guerra in acciaio laccato e i loro cimieri, significativi
per il riconoscimento del generale durante la battaglia, sono straordinarie dimostrazioni di inventiva così come le opere di Roberto Capucci. Con questa mostra si vuole
sottolineare il legame tra queste due espressioni artistiche: la fantasia.

Agli abiti-scultura sono abbinati armature ed elmi giapponesi, contrapposti per tipologie ma legati dall’effetto cromatico e da elementi decorativi. Si tratta di oggetti che datano dal
XVI al XVIII sec. ma in questo caso la cronologia è del tutto irrilevante. Sono due mondi favolosi che per la prima volta si trovano affiancati.

Saranno inoltre esposte alcune tsuba, l’elsa della spada, del Museo Stibbert. Le tsuba sono caratterizzate da una ricca ornamentazione in metalli preziosi e in pietre dure, soprattutto
quelle appartenenti al Periodo Edo, noto per aver dato al Giappone due secoli di pace.

Gli esemplari scelti per l’esposizione dimostrano una stretta affinità con i motivi realizzati sulle creazioni di Capucci, a testimoniare che la sensibilità artistica
può superare barriere culturali. Come già dimostrato, in passato, da Federico Stibbert che iniziò, tra i primi in Europa, a collezionare arte giapponese fin dal
1870.

Le creazioni di Roberto Capucci sono state esposte altre due volte insieme ad armature europee, nel 1991 al Kunsthistorisches Museum di Vienna e nel 2002 al Prado di Madrid. In questa
occasione la scelta si è orientata sul mondo guerriero giapponese che ha colpito il Maestro alla sua prima visita al Museo Stibbert. Egli stesso ha affermato «Mi sono
sempre sentito attratto dalla cultura giapponese, per il rigore estetico e per i sorprendenti percorsi immaginativi». La mostra al Filatoio di Caraglio testimonierà quella
simbiosi che attraverso la seta si può creare tra capolavori di provenienze così diverse.

Catalogo Silvana Editoriale

Ulteriori informazioni ed immagini: HYPERLINK “https://www.studioesseci.net” www.studioesseci.net

«FANTASIE GUERRIERE. Una storia di seta fra Roberto Capucci e i Samurai»

Caraglio (CN), Filatoio, 27 settembre – 6 gennaio 2009. Orario: dal giovedì al sabato, ore 15,00 – 19,00; domenica ore 10,00 – 19,00. Ingresso: biglietto intero ? 5,00;
ridotto ? 3,00 (7-14 anni; maggiori 65 anni; soci Marcovaldo; soci ACLI; Unitre Savigliano e Racconigi; docenti di Lettere, Architettura e Belle Arti; possessori Conti Correnti Genius e
Re-Play di UniCredit Banca, soci Touring Club); ingresso gratuito: fino a 6 anni, giornalisti, residenti in Caraglio (domenica mattina), possessori di Abbonamento Musei Torino Piemonte
in corso di validità, possessori di Tessera Artea.

La lista dei ristoranti convenzionati con la mostra è disponibile telefonando al numero: 0171/610258

 

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