Cucina Italiana Patrimonio UNESCO: perché conta davvero

Cucina Italiana Patrimonio UNESCO: perché conta davvero

By Giuseppe

Da oggi, 10 dicembre 2025, la Cucina Italiana è ufficialmente Patrimonio UNESCO

Non si tratta di un successo estemporaneo, ma del risultato di un progetto corale; la candidatura ufficiale è stata presentata nel 2023. Chi sono i protagonisti di questo percorso preparatorio durato alcuni anni?

 

Newsfood.com, 10 dicembre 2025

Cucina Italiana Patrimonio UNESCO: un patrimonio che nasce da lontano e parla al futuro; perché conta davvero.

L’UNESCO ha ufficialmente iscritto la Cucina Italiana nella Lista del Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità. Un riconoscimento di portata storica: per la prima volta non viene premiato un singolo piatto o una pratica specifica, ma l’intero sistema culturale che ruota intorno al nostro modo di cucinare, mangiare e stare insieme.

La Cucina Italiana Patrimonio Unesco 2025

La candidatura ufficiale è stata presentata nel 2023, al termine di un percorso preparatorio durato alcuni anni, durante i quali l’idea si è consolidata grazie al lavoro congiunto di istituzioni, studiosi, fondazioni culturali, mondo produttivo e grande pubblico.

Non si tratta, quindi, di un successo estemporaneo, ma del risultato di un progetto corale, costruito passo dopo passo fino al sì definitivo dell’UNESCO.


Chi ha reso possibile il riconoscimento

Dietro l’iscrizione della Cucina Italiana come patrimonio dell’umanità c’è una vera e propria “filiera culturale”, che merita di essere riconosciuta con chiarezza.

Maddalena Fossati Dondero

Maddalena Fossati Dondero – Direttrice de La Cucina Italiana

È tra le prime figure ad avere l’dea nella primavera del 2020 e portato l’idea nello spazio pubblico, promuovendola in modo continuativo attraverso la storica testata gastronomica. Il suo ruolo è stato decisivo nel trasformare un’intuizione culturale in un progetto condiviso a livello nazionale.

Pier Luigi Petrillo

Pier Luigi Petrillo – Giurista, Direttore Cattedra UNESCO – Unitelma Sapienza

È il coordinatore tecnico-scientifico del dossier ufficiale UNESCO. Ha guidato la costruzione giuridica e culturale della candidatura, rendendola conforme ai criteri internazionali e accompagnandola fino all’approvazione finale.

Accademia Italiana della Cucina

Istituzione culturale fondata nel 1953, ha garantito autorevolezza storica e scientifica al progetto, rafforzando il concetto di cucina come patrimonio identitario, sociale e non solo gastronomico.

Fondazione Casa Artusi

Punto di riferimento della tradizione gastronomica italiana. Ha rappresentato il ponte tra cucina popolare, memoria storica e cultura del quotidiano, uno degli elementi più apprezzati dall’UNESCO.

 

Ministero della Cultura (MiC)  e Ministero dell’Agricoltura, Sovranità Alimentare e Foreste (MASAF)

Hanno ufficializzato la candidatura nel 2023, presentandola formalmente all’UNESCO e sostenendola sul piano istituzionale e diplomatico. Senza l’intervento diretto dello Stato italiano, il riconoscimento non avrebbe potuto essere ottenuto.


Che cosa ha realmente riconosciuto l’UNESCO

L’UNESCO non ha “certificato” delle ricette, ma ha riconosciuto:

  • la trasmissione intergenerazionale dei saperi (la cucina di casa, delle nonne, delle famiglie);

  • la convivialità come valore sociale;

  • il legame profondo tra cibo, territorio, stagioni e biodiversità;

  • la funzione della cucina come collante culturale capace di tenere insieme comunità, paesaggi, economie locali e identità.

In sostanza, non un menu, ma uno stile di vita.


Cucina Italiana Patrimonio UNESCO
Il valore per l’Italia e lo sguardo del mondo

Per l’Italia questo riconoscimento è:

  • una consacrazione culturale del nostro modello alimentare;

  • uno strumento di difesa contro l’Italian sounding;

  • una leva potente per turismo, filiere agricole, artigianato, formazione e ristorazione.

All’estero, la notizia è stata accolta con grande entusiasmo: la cucina italiana viene vista come un patrimonio vivo, quotidiano, accessibile, non elitario. Non solo ristoranti stellati, ma trattorie, tavole di famiglia, mercati, gesti ripetuti ogni giorno da milioni di persone.

È proprio questa normalità straordinaria ad aver convinto l’UNESCO.


Un riconoscimento che ci responsabilizza

L’iscrizione UNESCO non è un punto d’arrivo, ma una responsabilità.
Tutela delle materie prime, rispetto delle stagioni, qualità reale dei prodotti, formazione delle nuove generazioni, corretta informazione ai consumatori: tutto questo oggi vale ancora di più.

La Cucina Italiana è ora, ufficialmente, patrimonio dell’umanità.
Sta a noi dimostrare ogni giorno di meritarlo.

L’iscrizione della Cucina Italiana nel Patrimonio Culturale Immateriale dell’UNESCO non è un traguardo da celebrare e archiviare, ma un impegno che inizia ora. Significa tutelare davvero le filiere, rispettare le stagioni, difendere l’autenticità dei prodotti, valorizzare i territori e trasmettere i saperi alle nuove generazioni.
Perché la Cucina Italiana non vive nei palazzi delle istituzioni, ma nelle case, nelle trattorie, nei campi, nei mercati, nei gesti quotidiani di milioni di persone.
Oggi è riconosciuta come patrimonio dell’umanità. Domani dovrà dimostrare, ogni giorno, di meritarlo.

Foto Cover:  La Cucina Italiana

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