“Cronache golose”: di vita e di cucina
8 Dicembre 2011
Una storia fatta di storie, sia di creazioni culinarie che di vicende familiari dei grandi chef.
Questo è “Cronache golose”, testo di Slow Food Editore, scritto da Marco Trabucco e Marco Bolosco, direttore di Slow Food Editore.
Il volume è un’opera mista, tra ricordi autobiografici e momenti topici della cucina italiana. Ovviamente, nelle pagine spiccano i maestri dei fornelli tricolori.
Cuochi scelti come Alberto Ciarla: soprannominato l’oste, ha creato la moda del pesce romano, portando merce cruda e fresca nella Capitale. Spiega Ciarla. ” I miei genitori avevano una
trattoria e io posso dire di essere nato in cucina, e poi, essendo appassionato di pesca, il passaggio dalla tradizione culinaria romana alle specialità di pesce e’ stato automatico. Ho
conosciuto il crudo in Perù negli anni ’80 e l’ho adattato ai nostri gusti. Non ho inventato nulla, ho rischiato”.
Parlando della cucina capitolina, bisogna citare il mostro sacro Antonello Colonna. Colonna ha un’opinione non positiva: ” Oggi i veri ristoratori sono una specie in via di estinzione, e questo
causa una perdita di identità e di qualità: alla fine si rischia di confondere una salumeria con un ristorante. Ma la cucina non e’ soggettiva, o e’ buona o e’ cattiva”.
Se Colonna è il difensore della tradizione e della selezione, nel volume c’è spazio anche per una visione diversa. La visione di Heinz Beck, viaggiatore della Baviera che rispetta
le tradizioni locali ma crede nella cucina creativa. O la visione di Antonio Sciullo, che parte dalle ricette popolari ed arriva a piatti, importanti ma personali.
E poi dibattiti, su chi è nato prima tra trattoria e ristorante: 50 Cronache golose, tutte da gustare.
Marco Bolasco, Marco Trabucco, “Cronache golose. Vita e storie di cuochi italiani”, Slow Food 2011, 288 pp., 14,50 Euro.
Matteo Clerici





