Controbilancio 2007 Piemonte

Torino – Provvedimenti demagogici che non aiutano il Piemonte a tenere il passo con le altre Regioni, minano gravemente l’assetto del bilancio, smentiscono ancora una volta le promesse
elettorali, così Angelo Burzi, capogruppo di Forza Italia in Regione, nel corso di una conferenza stampa con i capigruppo di opposizione, William Casoni per An, Deodato
Scanderebech
per l’Udc, Maurizio Lupi per Mpa-Dc, ha definito le iniziative assunte dalla Giunta Bresso nel 2007. All’incontro erano presenti anche i consiglieri azzurri
Mariangela Cotto, Giampiero Leo, Gaetano Nastri, Gilberto Pichetto.

«La proposta sull’aliquota Irpef – ha aggiunto Burzi – è ridicola, specie se confrontata con il taglio operato nella vicina Lombardia, che attua una vera
progressività dell’addizionale. Del resto, che il provvedimento sia insignificante lo dicono persino i sindacati. E’ l’ennesimo tentativo populistico di far dimenticare le mancate
promesse elettorali. Anche la ventilata riduzione dell’Irap per le imprese, lanciata quest’estate, non ha avuto alcun seguito. Assistiamo a una Giunta incapace di affrontare i veri problemi dei
cittadini, con una maggioranza dilaniata dalle divisioni interne. Dalla Tav, alla sicurezza al buono-scuola: non c’è praticamente tema, più o meno importante, su cui non si siano
spaccati. L’ideale sarebbe, nell’interesse dei piemontesi, tornare il più rapidamente possibile alle urne. Purtroppo, invece, dovremo tenerci questa Giunta ancora per due anni».

Il Gruppo di Forza Italia ha presentato «L’alfabeto del Controbilancio 2007», in cui si ripercorrono, dalla A alla Z, le disavventure della maggioranza in Regione nell’arco degli
ultimi dodici mesi.

Ecco il testo.

A come autosalone e asilo-nido, aperti a Mirafiori, per Bairati un successo nel riutilizzo delle ex-aree Fiat.

B come Bruxelles, dove la Giunta ha comprato una lussuosa sede per 9 milioni di euro.

C come Città della Salute, che si vuole costruire a Grugliasco anche contro il parere degli elettori di sinistra.

D come derivati, stipulati da Peveraro hanno inguaiato il Comune di Torino, per la Regione c’è tempo fino al 2036.

E come export, che in Piemonte cresce la metà di quello italiano.

F come Finpiemonte, ha in cassaforte 600 milioni di euro che dovrebbero andare alle imprese.

G come gonfalone, che Bresso rifiuta di mandare al Family Day, nonostante il voto favorevole del Consiglio.

H come Hú Jǐntāo, il leader cinese, le cui minacce hanno convinto Bresso a non incontrare il Dalai Lama

I come inceneritore del Gerbido, su cui la sinistra massimalista fa ricorso al Tar contro Provincia e Regione.

L come Laus, il consigliere margheritico di lotta e di governo che denuncia l’immobilismo sul Post-Olimpico.

M come Melting Box, una passerella per Bresso e Manica, 850.000 euro per chiacchierare di pari opportunità.

N come «Non è di nostra competenza», il mantra di Caracciolo per evitare grane sulla sicurezza.

O come ottanta milioni, quelli che la Giunta ha promesso per i terreni del Mauriziano, ma non ha mai scucito.

P come «percorso misto», così Virano ribattezza la Tav, senza convincere i movimenti in Valle Susa.

Q come quando si decide la Giunta a emanare il bando per il buono scuola?

R come rinvio dell’abolizione dei ticket, promessa elettorale spostata al 2009, appena prima del prossimo voto.

S come sindacati interni, quelli che (adesso) dicono che si stava meglio con Ghigo.

T come Tele-Bresso, il risultato? Tre piemontesi su quattro conoscono la presidente, uno solo la vota.

U come undici, i gruppi di maggioranza a palazzo Lascaris, da poco scesi a 10 per la nascita del Pd.

V come verifica, quella chiesta più volte dalla Margherita e mai concessa dalla presidente.

Z come Ztl, che De Ruggiero vuole allargare per dimostrare a Pecoraro di essere verde davvero.

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