Consulenti del lavoro: calcoli troppo complessi nel modello Irap

“Le deduzioni per il lavoro previste dal modello Irap sono sempre più complesse e creano non pochi problemi ai consulenti del lavoro”.
Lo si legge in una nota diffusa dal Consiglio Nazionale dell’Ordine in cui i consulenti denunciano una situazione complicata e disagevole, che rende sempre più difficoltoso il loro
operato.
I Consulenti del lavoro sottolineano che la complessità della gestione delle deduzioni relative al costo del lavoro è provata dalla necessità di istituire la sezione XI nel
modello, che testimonia la complessità delle disposizione previste nell’articolo 11 del decreto legislativo Irap.
Le difficoltà relative alle agevolazioni, inoltre, sono superabili solo utilizzando i software forniti dall’Agenzia delle Entrate: “E’ il caso dell’incremento della base occupazionale e
delle ipotesi di decadenza del beneficio – spiegano i consulenti – Non solo. Gli sgravi riferibili a diverse disposizioni sono cumulabili; in altri casi, invece, le deduzioni non sono
cumulabili”.
La situazione, inoltre, risulta ulteriormente aggravata “dal fatto che la scelta tra cuneo e agevolazioni alternative può essere effettuata per ogni singolo dipendente, senza la
necessità di dover utilizzare per tutti i lavoratori l’una o l’altra deduzione”.
“La deduzione dalla base imponibile, a fronte dell’impiego di lavoratori, non può comunque superare il costo del lavoro complessivo dei lavoratori medesimi per i quali si richiede nella
sezione XI una deduzione a vario titolo – si legge nella nota del CNO – Ciò comporta un calcolo separato per ogni singolo lavoratore, per verificare se vi è una eccedenza della
deduzione ad esso riferibile rispetto al suo costo azienda. La somma delle eccedenze deve essere, infatti, ‘sterilizzata’ in un apposito rigo IQ114”.
“Ma – continuano i consulenti – se l’eccedenza si riferisce ai moltiplicatori applicati all’incremento della base occupazione nei territori svantaggiati (3, 5 o 7, a seconda delle circostanze),
l’eccedenza non va sterilizzata con il risultato che la base imponibile Irap in questo solo caso si riduce, rendendo così deducibili componenti che strutturalmente non rilevano ai fini
Irap (interessi passivi e componenti straordinarie ad esempio)”.
Insomma, il lavoro dei professionisti, che già si trovano nel momento più caldo dell’anno, è aggravata dalla complessità dei modelli che sono costretti ad
utilizzare.

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