Confagricoltura: dieta mediterranea valorizza la nostra cultura, ma anche il sistema agroalimentare

“Esprimiamo soddisfazione per un’iniziativa del Parlamento che va nella direzione della tutela di un modello alimentare tutto italiano e che significa valorizzazione e promozione delle nostre
produzioni nel mondo.”

Ha commentato così Confagricoltura l’approvazione all’unanimità della mozione parlamentare che impegna il Governo a sostenere la candidatura della dieta mediterranea a
“patrimonio culturale intangibile” tutelato dall’Unesco.

Si tratta ora, a parere dell’Organizzazione agricola, di completare il lavoro iniziato già un anno fa a partire dalle relazioni sviluppate con gli altri Paesi interessati e,
successivamente, con la ratifica da parte del nostro Paese della Convenzione di Parigi.

“La tutela della nostra dieta – conclude Confagricoltura – è tutela della nostra cultura, ma anche del nostro sistema agroalimentare; con risvolti economici notevoli. Se riusciremo
nel nostro intento, e speriamo accada quanto prima, ne deriveranno vantaggi per le nostre imprese, che potranno consolidare la già ottima posizione sui mercati mondiali riguardo le
produzioni che caratterizzano la dieta mediterranea.”

Cos’è la dieta mediterranea

E’ stata ideata nel dopoguerra dal nutrizionista statunitense Ancel Keys, già famoso per i suoi studi per l’esercito americano e che ha dato il nome (anzi l'”iniziale”) alla
“razione K”, ben nota ai soldati di tutto il mondo.

Ancel Keys si stabilì in Italia, in provincia di Salerno, e ci è rimasto circa quaranta anni prima di morire, recentemente, centenario. Ha trascorso la vita monitorando
e comparando abitudini alimentari e condizioni di salute degli abitanti di diversi Paesi, tra cui l’Italia e dimostrando le virtù dell’alimentazione a base di cereali complessi,
ortofrutta, olio di oliva.

Il tutto partendo dal principio, oggi condiviso a livello internazionale dall’Oms, che una dieta come quella adottata in alcune zone del mediterraneo (Sud Italia, Grecia e isola di Creta,
Spagna, Nord Africa e Medio Oriente) consente di ridurre l’incidenza di importanti patologie quali il diabete, l’ipertensione, ma anche alcuni tipi di tumori e la tendenza al soprappeso.

La dieta mediterranea si basa sulla cosiddetta “piramide alimentare”, che vede alla base prodotti da consumare con maggiore frequenza (i prodotti a base di cereali complessi: pane, pasta, riso,
polenta e l’ortofrutta). La dieta mediterranea comunque è completa in quanto prevede anche il consumo di proteine animali (pesci, compresi quelli di acquacoltura che hanno analoghe
proprietà nutritive in termini di poteri antiossidanti, carni bianche e rosse alternate, uova e formaggi) nonché un moderato consumo di vino.

La ripartizione delle sostanze introdotte dovrebbe essere ripartita come segue:

– 55-60% carboidrati;

– entro il 30% grassi, preferibilmente quelli vegetali insaturi;

– 10-15% proteine.

In ogni caso vanno:

– ben proporzionate le calorie assunte;

– preferiti i consumi di cibi ricchi di fibre e di sostanze utili (antiossidanti come i polifenoli ed i carotenoidi – tra cui il licopene, contenuto nei pomodori e molto efficace contro il
tumore della prostata – e le vitamine: C, E, ed A);

– privilegiati i prodotti freschi e di stagione e quelli tipici della cultura mediterranea, cucinati secondo le metodologie che la caratterizzano.

In sintesi, tutt’altro rispetto al concetto spesso deteriore e punitivo attribuito al termine “Dieta”.

Quella “mediterranea” è una tipologia di alimentazione che dà piacere per la ricchezza e la qualità dei cibi; che arreca salute e benessere e che tutela il
patrimonio storico culturale dei cibi delle nostre Regioni.

Alcune produzioni della dieta mediterranea

(elaborazione Confagricoltura da fonti varie)

 

Produzione Mondiale

Milioni di tonn *

Produzione Italia

Milioni di tonn *

Quota Italia su mondo

%

Pasta

11,4

3,2

28,1%

Pomodoro trasformato

34,1

4,6

13,5%

Olio d’oliva

2,8

0,7

25,0%

Ortofrutta

1.774,0

26,9

1,5%

Vino

284,0

52,0

18,3%

* per vino: milioni di ettolitri

L’Italia è il primo produttore mondiale di pasta e di vino. Dopo la California e la Cina, è il terzo produttore mondiale di pomodoro trasformato ed è il
secondo produttore di olio di oliva, subito dopo la Spagna.

Con un’incidenza sul totale della produzione mondiale di questi prodotti di tutto rilievo.

La produzione ortofrutticola italiana fresca, al di là della sua incidenza sulla produzione mondiale, fortemente concentrata in pochi Paesi1 ,
è la prima d’Europa: circa il 30% dell’ortofrutta europea, infatti, è tricolore.

Questo per affermare che un aumento dei consumi mondiali dei prodotti base della dieta mediterranea anche contenuto, potrebbe favorire notevolmente il sistema agroalimentare italiano.

NOTE

1 Il 50% della produzione ortofrutticola mondiale fresca è concentrata in Cina (35%), India (10%) ed Usa (5%). L’Europa
a 25 Paesi rappresenta circa l’8% della produzione mondiale.

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