Coldiretti: “Per evitare il rischio Blue tongue occorre bloccare alla frontiera gli animali da macello”

TORINO – Dal 4 marzo bovini e ovini da allevamento, sensibili alla Blue tongue, in arrivo dalla Francia, per oltrepassare la frontiera devono essere vaccinati, lo stabilisce
una recente ordinanza del ministero della Salute, la Francia risulta attualmente coinvolta da una ingente epidemia di Blue tongue, dovuta ai sierotipi BTV8 e BTV1.

In Italia la presenza della malattia fin dal 2000, con i sierotipi della Blue tongue BT2, BT4, BT9 e BT16, ha consentito l’avvio di programmi di sorveglianza e vaccinazione tali da permettere
il mantenimento dello stato di immunità nelle zone a più alta vocazione zootecnica.

Riccardo Chiabrando, presidente Coldiretti Torino, riassume così le preoccupazioni degli allevatori subalpini: «Il consistente e consolidato flusso commerciale di animali sensibili
alla Blue tongue provenienti dalla Francia determina un concreto e reale pericolo per la diffusione dei sierotipi BTV8 e BTV1 all’interno del patrimonio zootecnico piemontese e nazionale.
Inoltre, proprio le caratteristiche geografiche e ambientali dell’Italia potrebbero favorire una rapida diffusione di questa malattia. Vista la situazione Coldiretti ha chiesto che l’ingresso
sia vietato anche agli animali da macello non vaccinati, anche solo in transito, che siano stati a contatto con le zone a rischio di contagio».

Per gli animali da allevamento la data e il tipo di vaccino dovranno essere indicati sul certificato sanitario d’accompagnamento. La Francia, sin dai primi giorni di marzo, si è
dichiarata disposta a immunizzare con 200.000 dosi di vaccino inattivato, per poi proseguire, da aprile con una vaccinazione di massa facoltativa, con la priorità per gli animali
destinati al nostro Paese. L’Italia sta esaminando due richieste francesi. La prima riguarda la riduzione del tempo che obbligatoriamente deve intercorrere tra il momento della vaccinazione e
quello della partenza del bestiame, periodo che secondo le indicazioni comunitarie deve essere di 60 giorni. La seconda richiesta riguarda la possibilità di consentire l’ingresso agli
animali naturalmente immunizzati perché già colpiti dalla malattia. Al contrario di Francia e Inghilterra, che prospettano un programma di vaccinazione di massa facoltativo contro
la Blue tongue, il governo tedesco sta preparando un piano obbligatorio: dal mese di maggio sarà pronto il vaccino per immunizzare gli animali sensibili alla malattia.

Riccardo Chiabrando conclude: «Oltre al rischio di introdurre nuovi sierotipi non presenti nel nostro Paese, esistono anche altre preoccupazioni. Proprio l’attuale ingente e diffusa
epidemia che colpisce la Francia potrebbe indurre gli allevatori d’oltralpe ad esportare nel nostro Paese un numero sempre più elevato di animali da macello a basso costo, a discapito
del bestiame da macello italiano, che già oggi vive una situazione di mercato tutt’altro che felice».

Secondo la Relazione di attività dei servizi veterinari in Piemonte, nel 2006 i bovini provenienti dall’estero sono stati 275.505: 4.129 capi da allevamento e 271.376 capi destinati
all’ingrasso. Sempre nel 2006, in Piemonte sono stati macellati 422.576 bovini adulti allevati nelle stalle della Regione e 13.341 bovini adulti importati.

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