Clonazione, Coldiretti: «bene stop etico UE nel giorno di Sant'Antonio»

Il Comitato etico dell’Unione europea ha espresso i propri dubbi sui cibi da animali clonati sostenendo che «al momento il Gruppo Europeo sull’etica non vede motivi convincenti per
giustificare la produzione di cibo da animali clonati o da loro prole».

Lo rende noto con soddisfazione la Coldiretti nel sottolineare che l’atteso parere arriva proprio nel giorno della Festa di San Antonio, considerato il patrono degli animali domestici che
tradizionalmente vengono benedetti nelle case e nelle stalle di campagna, ma che quest’anno sono giunti fino a piazza San Pietro dove è stata celebrata la messa alla presenza di mucche,
pecore, maiali e galline.

Considerato «l’attuale livello di malattie e di problemi di salute negli animali clonati, il gruppo etico» – riferisce la Coldiretti «ha dubbi sul fatto che la clonazione
animale per scopi alimentari sia giustificata eticamente.»Peraltro – continua la Coldiretti – «se nel futuro gli alimenti derivanti da animali clonati verranno introdotti sul
mercato europeo vengono raccomandati dal Gruppo Etico il rispetto di molteplici condizioni che riguardano: la sicurezza del cibo, il benessere degli animali, il mantenimento della
biodiversità, la tracciabilità nel commercio internazionale anche attraverso – riferisce la Coldiretti – un sistema di etichettatura che consenta di riconoscere questi alimenti e
permettere ai consumatori scelte di acquisto consapevoli, nonostante gli eventuali vincoli degli accordi sul commercio internazionale nel Wto. Inoltre il gruppo etico – continua la Coldiretti –
sollecita una ampia partecipazione pubblica al processo decisionale anche attraverso studi sulle opinioni dei cittadini comunitari da attuare attraverso eurobarometro mentre sottolinea la
necessità di ulteriore ricerca sull’impatto dei cibi clonati sulla salute umana. Il parere del Gruppo europeo sull’etica era stato richiesto dalla Commissione Europea che nell’aprile
2007 «ha chiesto all’Agenzia europea per la sicurezza alimentare (Efsa) di valutare sotto il profilo scientifico la sicurezza alimentare e al Gruppo europeo sull’etica di aggiornare il
loro parere sulla tecnica della clonazione che si prepara a uscire dai confini della semplice ricerca». L’Agenzia europea per la sicurezza alimentare (Efsa) nel progetto di parere sul
quale ha lanciato una consultazione pubblica che si concluderà il 25 febbraio per arrivare alla pubblicazione di un parere definitivo a maggio, ha dato sostanzialmente il via libera
scientifico alla vendita di latte e carne provenienti da maiali e mucche clonate e dalla loro progenie in linea con quanto già deciso in via definitiva negli Stati Uniti dalla Food and
Drug Administration (Fda).

L’autorizzazione della Fda – riferisce la Coldiretti – prevede la libera circolazione degli alimenti frutto delle clonazioni come carne, latte e formaggi che non dovranno essere distinti dagli
altri con etichette particolari. Secondo l’Efsa – riferisce la Coldiretti – non ci sono differenze in termini di sicurezza per questi alimenti che presentano componenti nutrizionali nella
normalità rispetto a quelli ottenuti dagli altri animali e nonostante morti e malattie negli animali clonati siano significativamente più alti di quelli dei altri animali, la
tecnica della clonazione puo’ essere usata con successo in bovini e maiali con la percentuale delle malattie che è destinata a diminuire con progressi tecnologici mentre non si riscontra
alcun impatto ambientale. Il progetto di parere dell’Efsa – continua la Coldiretti – rileva che i tassi più elevati di malattie e morti riscontrati negli animali clonati non devono
preoccupare perché gli animali «non conformi» sono destinati ad essere scartati dalla catena alimentare mentre non preoccupa neanche la piccola dimensione dei campioni
utilizzati negli studi di clonazione.

Se la netta contrarietà dei consumatori americani ha costretto le principali industrie alimentari statunitensi come la Dean Food ad impegnarsi formalmente a non utilizzare il latte
prodotto da mucche clonate, secondo un sondaggio on line sul sito www.coldiretti.it in Italia meno di uno su dieci (8 per cento) ritiene che la scienza abbia dimostrato che questi alimenti sono
perfettamente equivalenti agli altri ed è quindi necessario consentirne la vendita senza alcun tipo di indicazione. Secondo la Coldiretti, la commercializzazione di carne, latte e
formaggi proveniente da animali clonati è un rischio inaccettabile che oltre ad un problema di scelta consapevole da parte dei consumatori e di rispetto della biodiversità pone
evidenti perplessità di natura etica che occorre affrontare prima che sia troppo tardi. Siamo pronti ad una forte mobilitazione per impedire che arrivi sulle tavole una allucinante
realtà di cui né le imprese, nè i consumatori europei avvertono certamente il bisogno» afferma il presidente della Coldiretti Sergio Marini nel chiedere che «al
pari di quanto avvenuto negli Stati Uniti anche i grandi gruppi dell’industria alimentare nazionale si impegnino formalmente a non utilizzare prodotti derivanti da animali clonati mentre
l’Unione Europea deve introdurre chiari vincoli per impedirne l’importazione».

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