Cibo più sano, solo per i ricchi

Cibo più sano, solo per i ricchi

Disuguaglianze sociali uguali disuguaglianze alimentari. Il cibo più sano e genuino è infatti accessibile solo ai cittadini più ricchi.

E’ il verdetto di una ricerca dell’Università
dell’Indiana (sezione School of Public Health), diretta dal dottor James Farmer.

Gli scienziati USA hanno preso in esame i mercati ortofrutticoli, le strutture di vendita dei contadini locali e dell’agricoltura biologica.

In Indiana, tali attività sono tutelate da un programma di community-supported agricolture. In base alla normativa, chi vuole godere dei frutti di un agricoltura bio e tradizionale deve
pagare una tassa (250-700 dollari), destinata agli agricoltori ed alle loro attività. Come ricordano gli esperti, tale cifra va oltre le possibilità dei ceti medio-bassi:
risultato, il cibo buono, bio e genuino diventa esclusivo di pochi, dal portafoglio fornito.

E questo è negativo: cibo più sano vuol dire individui meno soggetti a malattie (in primis obesità) e perciò aventi un peso minore sulla sanità: per questo,
Farmer e colleghi ritengono necessarie strategie che rendano gli alimenti in questione disponibili per fasce più ampie di popolazione.

Matteo Clerici

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