Cibo: l’etichetta decide quanto cibo mangiamo

Cibo: l’etichetta decide quanto cibo mangiamo

La quantità di cibo che si consuma viene decisa dall’etichetta sugli alimenti più che dalla fame.

Questo, in parole povere, il contenuto di una
ricerca
dell’Università del Michigan (UM), diretta dalla dottoressa Aradhna Krishna.

La squadra UM ha lavorato con alcuni volontari, divisi in due gruppi con un identico pacco di biscotti. Tuttavia, il pacco del primo gruppo aveva un’etichetta secondo cui il pacco era porzione
media, mentre quello del secondo gruppo descriveva il pacco come porzione abbondante.

Alla fine, il primo gruppo (etichetta di porzione media) aveva mangiato più biscotti del secondo (etichetta di porzione grande). Secondo la dottoressa Krishna, l’etichetta comanda
l’alimentazione: se descrive la porzione come minore (media invece che grande), il consumatore si sente autorizzato ad aumentare le dosi

Come ricorda la scienziata, tale influenza si lega con le decisioni dell’industria alimentare, che nel corso degli ultimi 60 anni ha aumentato di 6 volte le dimensioni della cosidetta porzione
media.

Inoltre, ta le stesse aziende di settore non vi un criterio univoco di etichettatura: così, la porzione media di una può essere grande per un’altra.

Il risultato è una guida confusa, con numerose persone che regolano la propria dieta in base ad un sistema di misura assolutamente arbitrario e non regolato. Perciò, conclude la
capo-ricercatrice, primo indispensabile passo dovrebbe essere la creazione di un sistema unico per le etichette.

Matteo Clerici

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