Cibo da spiaggia? No, grazie!
20 Agosto 2009
Roma – Gli esperti le chiamano salmonellosi minori e sono le patologie, migliaia ogni estate, che colpiscono i tanti turisti che, nonostante le raccomandazioni, decidono di mangiare cibo
venduto in spiaggia, spesso da venditori improvvisati. Il ministero della Salute ha stilato delle regole di comportamento per evitare rischi.
“La casistica è costante – spiega Walter Ricciardi, igienista dell’università Cattolica di Roma -, si tratta della classica intossicazione che si traduce in diarrea. Molto
più rari sono gli episodi di tifo e paratifo”. Conservati male, a temperature spesso altissime: il cibo “da spiaggia” può facilmente
diventare un rischio per la nostra salute.
“Sono assolutamente da evitare tutti i prodotti a base di uova e creme – prosegue Ricciardi -. Maionese, formaggi e gelati: bisogna fare attenzione a come vengono conservati se non ci si vuole
rovinare una vacanza”.
Secondo l’igienista, comunque, negli ultimi anni sono stati fatti dei passi avanti e i cittadini sono diventati molto più attenti. “Il venditore di cocco c’é sempre sulla spiaggia –
afferma – ma in questo caso basta lavoralo bene per evitare qualsiasi rischio”. Ma non sono solo gli alimenti venduti in spiaggia a preoccupare gli esperti.
“Spesso nelle cucine dei ristorante accade anche di peggio – conclude Ricciardi -. I controlli sono pochi perché le Asl non hanno personale sufficiente, tutto è lasciato alla
professionalità degli operatori con i rischi che ben conosciamo”.
Ansa.it per NEWSFOOD.com





