Certificazioni sulla sicurezza alimentare e barriere competitive – Lettera aperta dell’avv. Dario Dongo, fondatore di FARE (Food & Agriculture Requirements)

Certificazioni sulla sicurezza alimentare e barriere competitive – Lettera aperta dell’avv. Dario Dongo, fondatore di FARE (Food & Agriculture Requirements)

Oggetto: Certificazioni sulla sicurezza alimentare e barriere competitive – Lettera aperta dell’avv. Dario Dongo, fondatore di FARE (Food & Agriculture Requirements) -Allegato testo integrale in inglese della lettera aperta.
Data: 19 giugno 2014 16:02:18 CEST

…In sintesi, le rappresentanze di industria e distribuzione a livello planetario hanno raggiunto in sede GFSI (‘Global Food Safety Initiative’) un accordo, nel 2011, per riconoscere l’idoneità e validità di un ‘salvacondotto globale’ a garanzia della sicurezza di processi e prodotti alimentari, e perciò della affidabilità sotto questo profilo dei fornitori di alimenti e materie prime.

Tale ‘salvacondotto’ è costituito dalla certificazione FSSC 22000, riconosciuta a livello globale in quanto basata su uno standard internazionale (ISO 22000:2005) e sulle buone prassi internazionali applicabili a ciascun comparto produttivo.

A dispetto del riconoscimento di piena equivalenza della certificazione FSSC 22000, rispetto ai risalenti schemi certificativi nazionali sviluppati dalla distribuzione (come IFS, in Germania e Francia, e BRC in UK), risulta che alcuni gruppi della GDO, in Germania soprattutto, si ostinino a pretendere dai propri fornitori industriali alimentari la certificazione di uno solo degli schemi certificativi, quello sviluppato in casa propria, quale pre-condizione per l’accesso alle aste informatiche e alle offerte delle proprie merci.

Questa situazione reca grave pregiudizio alle industrie e imprese alimentari europee le quali, a fronte della resistenza di alcuni distributori a riconoscere la certificazione FSSC 22000, si trovano di fatto costrette a duplicare o triplicare i costi di certificazione della sicurezza in relazione ai capricci dei loro grandi clienti. Sebbene appunto, si tratti di norme equivalenti le quali tutte risultano perciò idonee a garantire su base volontaria – a integrazione dei requisiti delle normative cogenti – la effettiva adozione da parte di ciascuna impresa di buone prassi igieniche, procedure e sistemi di autocontrollo idonei a garantire un elevato standard di sicurezza alimentare.

A tre anni di distanza dal riconoscimento di piena equivalenza delle predette norme, questo corto circuito che incide in misura significativa sui costi fissi e le risorse umane non può venire ulteriormente accettato. Le imprese produttrici hanno timore di esporsi nei confronti dei grandi clienti, per paura di ritorsioni, e gli enti di certificazione che a loro volta lavorano con ogni schema e standard disponibile preferiscono mantenere la loro indipendenza piuttosto che esporsi su una questione di logica e diritto che tocca dal vivo gli interessi di alcuni loro mandanti (quali appunto in Europa, IFS e BRC).

In ragione di quanto sopra, chi scrive ha pubblicato una ‘lettera aperta’, indirizzata sia ai vertici di GFSI e FSSC22000, sia ai competenti uffici della Commissione europea, DG Impresa e DG Concorrenza, per denunciare una situazione che indubbiamente si qualifica come una barriera nel Mercato interno, contraria ai principi della libera concorrenza e della libera circolazione delle merci (Art. 28).

Molte grazie per la divulgazione che potrete dare a questa notizia, sotto l’egida di una filiera sicura e certificata in base a standard internazionali a valere in Europa e nel mondo intero, per la migliore competitività della nostra filiera agro-industriale.
Dario Dongo

 

OPEN LETTER
FOOD SAFETY MANAGEMENT CERTIFICATIONS. ABOUT THE FULL RECOGNITION OF FSSC 22000, OPEN LETTER

Nowadays, third-party food safety certification schemes play a crucial role in the choice of suppliers from the retail sector. From a food safety assessment perspective these certifications provide indeed sound guarantees over the reliability of processes and products

Amongst all certification schemes, from producers’ point of view Food Safety System Certification 22000 (FSSC 22000) appears to be more interesting than others – since it is based on international standards that are recognized all over the world (ISO 22000:2005 and others). FSSC 22000 was also recognized from the Board of Directors of Global Food Safety Initiative (GFSI), in 2011, as fully compliant with its guidelines, and thus, equivalent to other certification systems, such as BRC and IFS.

Despite that, some large retailers have not recognized yet the value of FSSC 22000. We have indeed noticed that some German retailers – such as Rewe, Aldi, Lidl, Penny Market and Norma – in the framework of their relations with their suppliers as well as in electronic auctions, seem to disregard the equivalence of FSSC 22000 and IFS certifications as granted by GFSI Board.
European food business operators are extremely concerned about this situation, since it undermines all the efforts and resources they have put into aligning their production system with GFSI guidelines and, ultimately, it limits their competitiveness and market access, not being given the choice to follow the certification system they want.

This considered, we call for:

GFSI and its members to halt immediately the ongoing discrimination vis-à-vis FSSC 22000-certified businesses, and ensure full recognition of its equivalence with regard to other GSFI-recognized certification schemes;
the above mentioned German retailers to confirm their full acceptance of FSSC 22000 certified suppliers, in both direct B2B relationships and electronic auctions;

the European Commission to monitor market access conditions and take action against unjustified barriers to trade within the Internal market.

Dario Dongo
FARE (Food & Agriculture Requirements), founder

Redazione Newsfood.com

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