Calo demografico Ora urgono contromisure

Calo demografico Ora urgono contromisure

Calo demografico Ora urgono contromisure –

 

Articolo su QN IL GIORNO del 9 aprile 2022

Rubrica Casa, città, società.

 

Calo demografico Ora urgono contromisure

di Achille Colombo Clerici*

 

Con 400.000 nascite all’anno diventeremo un’Italia da 30 milioni di abitanti: l’ennesimo allarme sulla realtà demografica italiana e sulle conseguenze giunge dall’Istat. Dal 2014 i nuovi nati in Italia sono in forte calo. Nel 2020 siamo arrivati a 404.000 nascite, sfondando al ribasso la soglia dei 60 milioni di abitanti nonostante l’apporto dell’immigrazione anch’essa in consistente decresciti a causa della pandemia avviandoci verso i 59 milioni. Il 35,1% delle famiglie italiane (8.775.000 unità su un totale di 25.700.000) è composto da una sola persona: nel 1971 era il 12,9%. In media, la famiglia italiana è composta da 2,3 persone. Conseguenze. Da un punto di vista economico, se non si inverte la tendenza, secondo una attendibile simulazione che considera produttività, occupazione, mercato del lavoro, struttura e tendenza demografica, popolazione, tra il 2020 e il 2040 il Pil calerebbe del 6,9%. Ma questo preoccupante futuro non è inevitabile. L’andamento demografico ha tempi estremamente lenti e ciò consente di approntare opportune contromisure. Le cause del calo della natalità sono note: tra queste, l’assenza di strutture adeguate, tipo asili nido, che consentano di conciliare lavoro e figli. La Francia, che ha un tasso di natalità tra i più alti d’Europa, assicura ad ogni famiglia con figli fino al diciottesimo anno d’età un consistente sussidio mensile. Gli interventi devono avere natura non assistenziale, ma di promozione demografica. Occorre un serio piano per assicurare ai giovani casa e lavoro. Va risolto lo storico squilibrio per cui in Italia le case sono proporzionalmente più numerose nelle regioni in cui c’è meno lavoro. Mentre iniziative dovrebbero essere assunte dal mondo imprenditoriale, che non può lasciar solo lo Stato, pena la dilatazione dell’imposizione fiscale. Efficace risorsa infine è una immigrazione regolata e integrata, capace di inserire rapidamente e utilmente il ‘nuovo italiano’ nel Paese in cui vive.

*Presidente Assoedilizia

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