Burzi (FI): le nostre proposte per un nuovo regolamento a Palazzo Lascaris

Piemonte, 12 Dicembre 2007 – Un regolamento che permetta a chi vince le elezioni di realizzare il proprio programma di governo e all’opposizione non solo di controllarne l’attuazione, ma
anche di proporsi con temi alternativi, per costruire il proprio programma da sottoporre al giudizio dei piemontesi. E’ questa la filosofia di base della proposta avanzata dal Gruppo regionale
di Forza Italia per le modifiche regolamentari da introdurre a palazzo Lascaris. L’iniziativa è stata presentata oggi, nel corso di una conferenza stampa a Torino, dal capogruppo Angelo
Burzi e dai consiglieri azzurri Ugo Cavallera (vicepresidente della Commissione Regolamento) e Gilberto Pichetto.

“Abbiamo più volte respinto – dice Burzi – il rozzo tentativo di Bresso di far ricadere sul Consiglio le responsabilità di lungaggini e inadempienze che, invece, dipendono
esclusivamente dalle divisioni interne alla maggioranza e dall’incapacità della Giunta di instaurare un corretto rapporto con l’aula. Nello stesso tempo, occorre prendere atto che
l’attuale regolamento consiliare non risponde al nuovo assetto dei poteri in Regione, dopo l’introduzione dell’elezione diretta del presidente. Proponiamo dunque un’ampia revisione del
regolamento che consenta a maggioranza e opposizione di confrontarsi in modo chiaro all’interno dell’istituzione Consiglio, senza degenerazioni consociative, ma puntando a una netta distinzione
dei ruoli. Chi governa si assume così le proprie responsabilità, mentre l’opposizione affina le proposte per l’alternativa che dovrà essere sottoposta al vaglio degli
elettori”.
Partendo dall’assunto secondo il quale l’opposizione, in una democrazia “competitiva”, altro non è che una sorta di “governo potenziale in attesa” che ha come obiettivo dichiarato quello
di diventare maggioranza domani, la proposta del Gruppo di Forza Italia ha come elemento cardine l’elaborazione di un vero e proprio “statuto dell’opposizione”, che offra strumenti di controllo
e di verifica delle iniziative della Giunta. E che consenta di realizzare le condizioni di visibilità, anche presso l’informazione televisiva di Stato, del confronto fra indirizzi
alternativi e, appunto, competitivi.
Dovrà essere individuata la figura del portavoce dell’opposizione – designato dai capigruppo di minoranza – che sarà l’immediato e visibile contraltare del presidente della
Giunta. La maggioranza potrà contare su tempi certi e contingentati per l’approvazione dei propri provvedimenti di governo. Allo stesso modo, alle iniziative consiliari dell’opposizione
dovrà essere riservato almeno un quinto del tempo di discussione, in modo da poter portare alla ribalta dell’aula le proprie proposte di legge, i propri ordini del giorno e gli argomenti
ritenuti di interesse per la Regione.
Si dovrà, secondo Forza Italia, rafforzare il parere di copertura fornito dalla Commissione Bilancio, ed eliminare invece la legge finanziaria che, come quella nazionale, è
diventata un “carrozzone” a cui sono collegati i provvedimenti più disparati. Per migliorare la qualità della legislazione, poi, agli uffici del Consiglio competerà
un’ampia istruttoria delle proposte di legge – sia della Giunta, sia dei consiglieri – al fine di verificarne la compatibilità statutaria e finanziaria, nonché l’impatto.
Per il referendum abrogativo, modificando lo Statuto si dovrebbe prevedere un quorum del 25 % dei voti favorevoli, anziché l’attuale quota del 50 % più uno dei partecipanti al
voto.

Infine, per rendere effettivo il ruolo di sindacato ispettivo, si introduce il question time, cioè la possibilità di porre domande su temi di stretta attualità alla Giunta,
che deve rispondere in corso di seduta.
“Il nuovo regolamento su cui siamo disponibili ad aprire un confronto immediato – conclude Burzi – dovrà entrare in vigore con la prossima legislatura. In questo modo, non si cambiano le
regole del gioco a partita iniziata e nessuna parte può essere tentata di forzare la mano, non sapendo se nel 2010 sarà maggioranza od opposizione. Confidiamo che i gruppi di
maggioranza possano rispondere positivamente a questa proposta, perché è chiaro che le modifiche regolamentari o sono fatte con un ampio consenso, oppure non saranno mai
realizzate”.

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