BIO BIO BIO… Festa del BIO a Bologna – 19 ottobre 2024
18 Ottobre 2024
Taglio del nastro e conferenza stampa inaugurale Festa del BIO ore 11 di venerdì 19 ottobre 2024 a Palazzo Re Enzo, a Bologna
Grande Festa del Bio perchè l’Italia è uno dei Paesi più biologici dell’Unione Europea… e quindi del mondo
Newsfood.com, 18 ottobre 2024
Testo di Michele Pizzillo
L’Italia, a quanto pare, è uno dei Paesi più biologici dell’Unione Europea. Le statistiche, infatti, fotografano questa propensione al bio visto che con una superficie agricola di quasi 2,5 milioni di ettari (+4,5 rispetto al 2023), 94.440 operatori, 84.000 aziende agricole bio vuol dire più del doppio rispetto alla Germania e un terzo in più della Francia. Dati che ribalzeranno a Bologna dove, il 19 ottobre, è in programma la festa del bio 2024. Un evento che, intanto, si pone l’obiettivo di trovare una risposta efficace alle sfide poste dall’emergenza climatica. Oltre, ovviamente, a fare scoprire i benefici del cibo biologico e di uno stile di vita più sano, grazie al contributo assicurato dalle prelibatezze biologiche. Infatti, il biologico è una scelta sana ed ecologica che rispetta l’ambiente e la salute delle persone offrendo prodotti di alta qualità, privi di sostanze chimiche di sintesi e additivi artificiali.
Dopo il taglio del nastro e la conferenza stampa inaugurale programmate per le ore 11 a Palazzo Re Enzo, a Bologna, con l’intervento di Maria Grazia Mammuccini (Presidente FederBio), Cristiano Fini (Presidente CIA), Camilla Laureti (Europarlamentare e responsabile agricoltura PD), Silvia Zucconi (Chief Operating Officer Nomisma), Eduardo Cuoco (Direttore IFOAM OE), Nicoletta Maffini (Presidente AssoBio), Giampaolo Sarno (Responsabile Area Agricoltura sostenibile Regione Emilia Romagna) e Patrizio Roversi come moderatore, si entrerà nel vivo del programma bolognese della Festa del BIO 2024che propone anche incontri riguardanti la dieta mediterranea che sceglie il bio, visto che secondo l’OMS, circa un terzo delle malattie cardiovascolari e dei tumori possono essere evitati solo con uno stile alimentare sano, che apporti una adeguata quantità di micronutrienti e macronutrienti.

La Dieta Mediterranea – caratterizzata da un consumo elevato di frutta, verdura, legumi, cereali integrali, pesce, olio extravergine d’oliva, latticini – rappresenta un esempio concreto di alimentazione sana, con effetti benefici sulla salute. Attualmente, per esempio, è in corso uno studio dell’Università di Tor Vergata, con l’obiettivo di valutare l’impatto della Dieta Mediterranea, con e senza prodotti biologici, analizzando parametri quali la composizione corporea, i livelli di stress ossidativo biologici e la composizione del microbiota intestinale. Di questo ne parleranno Laura Di Renzo (Direttrice della Scuola di Specializzazione in Scienza dell’Alimentazione dell’Università Tor Vergata), Sara Roversi (Fondatrice del Future Food Institute), Paolo Venezia (Antropologo, esperto in Diritti Umani e Valutazione ESG), Letizia Magnani (Giornalista e scrittrice), Tessa Gelisio (conduttrice televisiva).
Sempre con al centro la Dieta Mediterranea è l’incontro con Andrea Segrè (consigliere speciale del sindaco di Bologna per le politiche alimentari urbane e metropolitane Università di Bologna) su Spreco Zero! Per una “mini-lectio magistralis” sulle scelte alimentari bio e sostenibili, visto che il Rapporto dell’Osservatorio Waste Watcher-Campagna Spreco Zero evidenzia che nel 2024 lo spreco di prodotti alimentari in Italia cresce del 45,6%, 683 grammi pro-capite a settimana. Nella top five dei cibi più sprecati troviamo la frutta fresca (27,1 g), le verdure (24,6 g), il pane fresco (24,1 g), le insalate (22,3 g), cipolle/aglio/tuberi (20 g) che, oltretutto, sono i prodotti principe della Dieta Mediterranea. Un dato che non solo indica una cattiva gestione della spesa familiare con i relativi sprechi economici, ma evidenzia come la domanda si è concentrata su alimenti di qualità inferiore con un campanello d’allarme sulla qualità dei prodotti ortofrutticoli, influenzata dalle logiche low cost. E, quindi, la vera sfida consiste nel ridurre perdite e sprechi lungo tutta la filiera, dal campo alla tavola, e nell’adottare modelli di produzione e consumo più responsabili. Sprecare meno per mangiare e vivere meglio. Con il biologico si può. E, così, arrivano indicazioni pratiche con “L’etichetta BIO raccontata da Patrizio Roversi” che spiegherà in maniera originale, divertente e divulgativa, come si riconosce un prodotto biologico? Come si legge un’etichetta bio?
Interessante sarà il talk “La parola ai testimoni: come affrontiamo la crisi climatica a colpi di bio”, perché il biologico è un metodo agricolo che aiuta a ridurre le emissioni di gas a effetto serra ma tutti gli agricoltori si trovano di fronte un sistema naturale che sta rapidamente cambiando e devono trovare soluzioni giorno per giorno. Un esperto dialoga con alcuni agricoltori bio, in qualità di testimoni diretti della crisi climatica in corso, per evidenziare il ruolo dell’agricoltura biologica nella mitigazione e adattamento ai cambiamenti climatici. E, quindi, Roberto Antonini (giornalista dall’Agenzia di stampa Dire) intervisterà gli agricoltori Lorenzo Marini (Azienda Agraria Sperimentale Stuard), Luca Berti (Azienda Agricola La Cartiera dei Benandanti), Andrea Ferrarini (Azienda Agricola Bio Ferrarini), Matteo Scarpellini (Azienda Agricola Ca’ de Cesari che fa parte del Prèsidio Slow Food del Carciofo violetto di San Luca), Viola Servi (Api Selvatica), Carla Zanarini (Bio Orto Zanarini).
In programma anche un quiz condotto da Vito, per fare scoprire al pubblico i benefici degli ingredienti bio usati per piatti della tradizione, quali sono le informazioni nutrizionali essenziali e i migliori abbinamenti. I partecipanti riceveranno un bio-regalo! Ma, anche, show cooking come “Tutti i colori della cucina amica dell’ambiente” a cura di Vito, con Tessa Gelisio e la partecipazione di Patrizio Roversi. I protagonisti sul palco durante la preparazione della ricetta si rimpalleranno consigli di cucina bio a impatto zero. Una ricetta all’insegna della tradizione e della semplicità, per un (buonissimo) piatto tipico emiliano, dai sapori antichi e genuini…Ingredienti sani e ovviamente bio, che coniugano il sapore con il rispetto per l’ambiente. Perché il bio non è teoria ma tanta pratica… da fare in cucina, con la guida di una cuoca d’eccezione, per gustare e poi riproporre a casa una ricetta tanto gustosa quanto facile. Mentre lo show cooking Contest “BUONO! È BIO” rappresenterà un modo divertente e appetitoso per promuovere la formazione di futuri chef attenti all’utilizzo di prodotti da agricoltura biologica, tracciabili, ecosostenibili, buoni e sani. Gli studenti dell’Istituto Professionale per i Servizi dell’Enogastronomia e Ospitalità Alberghiera – IPSAR Luigi Veronelli di Casalecchio di Reno e Valsamoggia (BO) si cimenteranno nella prova finale del contest e si contenderanno il “Mestolino BIO”. La gara tra i tre studenti finalisti sarà condotta da Patrizio Roversi con Tessa Gelisio, quest’ultima anche nelle vesti di presidente della giuria di qualità composta da Nicholas Bawtree (Terra Nuova), Ilaria de Fidio (BolognadaVivere.com Magazine), Loredana del Ninno (QN), Danilo Guenza (commcode23.com), la giornalista Jessica Pini e il presidente di Unarga Roberto Zalambani.
Attenzione anche per i giovani con iniziative riguardante l’educazione alla biodiversità con il progetto “mangiatoie e abbeveratoi per uccellini”; nonché “L’ORTO D’ASPORTO Piccoli “Urban Farmer” crescono!” per divertirsi a lavorare la terra, piantare i semini, innaffiare, curare e scoprire la bellezza dell’attesa del proprio raccolto! Il modo più semplice per avvicinare i piccoli alla natura e alla sensibilità ecologica. Laboratorio realizzato interamente con materiale di riciclo.
Per conoscere il programma della tappa di Bologna:
Redazione Newsfood.com
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