Berlusconi: vedo iene e sciacalli in azione

By Redazione

«Ho visto che ci sono delle iene e degli sciacalli che si sono buttati, anche personalmente verso le persone, come ad esempio contro la signora Bergamini, questi si devono proprio
vergognare, perché al dirigente della Rai ha fatto una cosa che doveva fare; anzi, avrebbe mancato a un suo dovere se non lo avesse fatto». Lo ha affermato Silvio Berlusconi che ha
criticato le intercettazioni telefoniche pubblicate sulla stampa relative a rapporti tra dirigenti Rai e Mediaset. Riferendosi a Deborah Bergamini, dirigente Rai ed ex sua assistente personale,
il presidente ha spiegato:

«Quando c’è una situazione eccezionale riguardo al palinsesto, perchè ci sono dei servizi sul Papa e c’è, sempre nel palinsesto, la messa in onda di spot
pubblicitari, immaginatevi quali critiche avrebbe subito la Rai se Mediaset, nella stessa situazione, non avesse messo gli spot. Quindi era assolutamente logico sentire l’altra parte per avere
un comportamento che fosse lo stesso«.

«Stesso discorso vale per i sondaggi« . «Rai e Mediaset decidono di dividere il costo dei sondaggi facendoli insieme. Sono cose oggettive, non c’è nulla di male. Anzi,
è positivo che questo si faccia, perchè si risparmia cui costi. E poi ci si telefona per dire: ‘ma tu a che punto lo metti?’ quando ci sono 300, 1.000, 5.000 interviste per essere
esattamente non esposti al rischio di dare dei sondaggi da una parte sola che poi vengono superati«.

«Quindi prendere queste situazioni e farne scandalo è una cosa inaccettabile. Parlo di iene e di sciacalli ne sono assolutamente convinto. E dico che per una cosa così
bisogna andare fino in fondo. Non si possono prendere delle telefonate e comunicarne i testi, perchè così si toglie la libertà ai cittadini. Questa inchiesta denuncia
alcune cose che dovrebbero preoccupare molto, ma in senso completamente opposto a quello che si vuole da parte della sinistra. è una cosa inaccettabile e illegittima che si possa mettere
sotto controllo un cittadino qualsiasi senza un’ipotesi di reato che lo riguardi, senza avere un’indagine su di lui. è inaccettabile che poi in particolare si rendano noti i contenuti di
queste telefonate che sono assolutamente normali«.

«Quando si parla al telefono è come se uno fosse disteso su un lettino e parlasse, avendo di fianco lo psicologo… Questo è il telefono. Pertanto, entrare
nell’intimità delle persone, vuol dire ferire la privacy di ciascun cittadino, in questo caso, la privacy di cittadino normalissimi. Non certo cittadini incaricati di
responsabilità istituzionali».

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