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Travaglio: “Io non invento nulla, ma non cambio: mi caccino pure”

By Redazione

Roma – Il giorno dopo l’audizione di Michele Santoro in Commissione di Vigilanza Rai per discutere della puntata del 4 ottobre di Annozero, la palla passa al giornalista e braccio
destro dell’anchorman, Marco Travaglio.

E, se Santoro ha annunciato che nel 2008 Annozero non sarà nel palinsesto, in un’intervista al Corriere Travaglio dice la sua e lo fa come sempre: senza usare mezzi termini
e con un linguaggio arguto e pungente, che non guarda in faccia nessuno.
Quello che non va giù al giornalista dell’Unità è che tutti (maggioranza ed opposizione) lo attacchino per le sue affermazioni, ma che nessuno possa e sappia
smentire quello che lui dice, come nel caso della “lettera” al ministro dell’interno Giuliano Amato: “Nessuno ha smentito i fatti che ho riportato: l’amicizia con Craxi, quei suoi tre famosi
addii alla vita politica rimasti senza seguito, quel non aver visto il giro di mazzette nel suo partito”. “Non raccontiamoci balle – ha continuato – La verità è che si trovano
tutte le scuse per non entrare nel merito di quanto racconto citando documenti e fonti: io non invento nulla”.

E questo tema porta inevitabilmente ai commenti che il Premier ha avanzato sulla puntata di Annozero che affrontava il caso De Magistris e al parallelismo che Santoro ha fatto tra Prodi
e Berlusconi sulla libertà di informazione: “Il giudizio di Prodi su Annozero è un diktat di sapore bulgaro emanato da Torino anziché da Sofia…”, ha osservato con
amarezza Travaglio, sottolineando, comunque, che la reazione di Prodi è stata provocata dal “quotidiano ricatto” avanzato da Mastella: “Non penso che Prodi abbia la stessa concezione
della libertà di informazione che alberga nella testa di Berlusconi – ha dichiarato Travaglio – Semplicemente perché sono sicuro che abbia espresso quel giudizio perché
quotidianamente ricattato da Mastella. Intendo per la maggioranza da assicurare al governo…”.
In merito al diritto di replica (assente durante gli interventi di Travaglio), il giornalista ha fatto presente che “non c’è un solo politico disposto a farsi intervistare” da lui, ma
che non per questo cambierà modo di lavorare: “Lo ripeto – ha concluso Travaglio – che ci caccino pure. Però se ne devono assumere la responsabilità”.

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