Belen Rodriguez e prosciutto San Daniele: che accoppiata saporita

Belen Rodriguez e prosciutto San Daniele: che accoppiata saporita

By Redazione

In Friuli, un grande prodotto ed una simpaticissima showgirl insieme per offrire il massimo del divertimento.

Belen Rodriguez e il prosciutto friulano Dop sono stati i protagonisti di Aria di Festa, giunta alla sua 25° edizione. La prima ad entrare in scena è stata Belen, vestita con una
sorta di camicione anni 70 che metteva in risalto le sue lunghissime gambe.

Per un po’, l’unico problema di Belen è stato difendersi dagli “assalti” di Fede & Tinto (conduttori di Rai Radio 2 Decanter); poi, all’ arrivo del prosciutto friulano è sorto
un altro problema.

Il rito della manifestazione prevede infatti il marchio delle cosce della conduttrice; ma il disciplinare del Prosciutto di San Daniele permette che il marchio Dop sia apposto solo su cosce
certificate italiane è Belen è argentina.

Per risolvere la questione è intervenuto Mario Cicchetti, direttore del Consorzio: la sua “dispensa” ha fatto sì che anche la gamba della Rodriguez potesse ricevere il rituale
“battesimo”.

Il concerto di Armando Battiston, musicista jazz in grado di fondere i ritmi classici con suggestioni personali, è stata l’ ennesima grande aggiunta ad una manifestazione di livello.

La festa, che come al solito ha richiamato numerosi turisti (specialmente dall’ Europa dell’ Est e del Nord) è stata anche l’ occasione per fare il punto su una situazione che, stando
alle rilevazioni di Fedagri, vede un calo di produzione dei prodotto DOP.

Al riguardo, ecco il parere di Alberto Morgante, presidente del Consorzio Prosciutto di San Daniele: “Siamo ovviamente coerenti con un mercato in flessione in tutti i comparti e dove anche
noi abbiamo l’obbligo di evitare di produrre più’ di quanto possa assorbire. Ma non e’ corretto dire che calano le produzioni di qualità’. Nel nostro caso, anzi, abbiamo fatto una
scelta qualitativa: abbiamo ulteriormente ristretto i criteri di selezione della nostra materia prima, che erano già’ molto rigorosi. In questo modo arrivano al mercato meno prodotti, ma
ancora migliori e questo perché’ il cliente che sceglie il San Daniele lo fa proprio per la sua indiscutibile qualità”.

Matteo Clerici

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