«Basilea 2»: Credito alle imprese piemontesi

Piemonte – Il 1° gennaio entrano effettivamente in vigore le regole di “Basilea 2” per il credito bancario alle imprese, ma quali sono state le iniziative assunte in questo anno
dalla Regione per preparare il sistema produttivo piemontese a questo impatto? E’ la domanda che Gilberto Pichetto, consigliere regionale di Forza Italia, rivolge alla Giunta Bresso con una
interrogazione depositata a palazzo Lascaris.

“Le nuove regole sul credito bancario che vanno sotto il nome di “Basilea 2” – spiega Pichetto – sono state varate nel 2004 e formalmente sono diventate esecutive dal 1° gennaio 2007. In
realtà le banche hanno potuto utilizzare una deroga per tutto quest’anno, prevista dalla direttiva comunitaria, per applicare in corso d’esercizio i precedenti sistemi di calcolo.
Così è sembrato che i cambiamenti indotti da “Basilea 2″ fossero stati troppo enfatizzati, e invece ci saranno eccome, non appena le banche, a cominciare dalle grandi per via via
interessare tutto il sistema del credito cominceranno a calibrare il credito sulla base dell’affidabilità delle aziende”.
In sostanza le nuove regole prevedono che, quando concedono un credito, le banche debbano accantonare una quota minima di patrimonio di vigilanza, secondo le disposizioni della Banca d’Italia.
A differenza del passato, tale importo dovrà essere differenziato sulla base del grande rischio dell’operazione finanziata. In pratica, per concedere mutui e prestiti ad aziende meno
affidabili, con un rating più basso, le banche dovranno accantonare maggiori somme come patrimonio di vigilanza. Quindi la concessione di questi crediti sarà più costosa
per la banca, ma anche per il cliente.
“Le banche dovranno dunque classificare le aziende clienti – continua Pichetto – sulla base di un rating, diciamo di un voto, basato sulle informazioni disponibili. E cioè essenzialmente
il bilancio dell’azienda, i dati patrimoniali, l’utile, l’organizzazione aziendale, il buon andamento o meno dei precedenti rapporti. Più basso sarà il voto più alto
sarà l’interesse da pagare. E’ un sistema che gradualmente si estenderà a tutte le banche, anche alle minori perché altrimenti rischiano di dover finanziare solo la
clientela più rischiosa, scartata dagli istituti maggiori”.

Secondo l’esponente azzurro, “tutto ciò comporta un profondo cambiamento nel nostro sistema produttivo, caratterizzato da un grande numero di piccole aziende condotte a livello
familiare, e spesso sottocapitalizzate. Negli anni scorsi, con le misure dei fondi strutturali, la Regione ha cercato di dare un sostegno a quelle aziende che intendevano rafforzare il loro
patrimonio. Ma occorre proseguire su questa strada, mentre non vedo iniziative concrete in tal senso prese dalla Giunta Bresso”.
Nell’interrogazione Pichetto sottolinea anche la necessità di promuovere attività di comunicazione e informazione verso gli imprenditori, per aumentare la consapevolezza
dell’impatto delle regole di “Basilea 2”.

Leggi Anche
Scrivi un commento