Azione a tutela della suinicoltura, allevatori a raccolta venerdì a Cremona

Cremona – Venerdì 18 gennaio, alle ore 14:30 presso l’Ufficio Zona Coldiretti di via Ruffini a Cremona, i suinicoltori del territorio si ritroveranno, per prendere parte ad un
nuovo incontro organizzato da Coldiretti Cremona nell’ambito della mobilitazione avviata dall’Organizzazione, a livello locale come nazionale, a tutela della suinicoltura made in Italy.

L’appuntamento di venerdì ha l’obiettivo di esaminare insieme il percorso intrapreso, fare il punto sul lavoro svolto ai vari livelli, nonché valutare le prossime azioni a tutela
del comparto. «Con l’incontro si entrerà nel vivo del tema economico, a favore del reddito degli allevatori, analizzando la bozza di contratto commerciale che punta a rafforzare la
capacità contrattuale degli imprenditori agricoli all’interno della filiera – sottolinea Assuero Zampini, Direttore di Coldiretti Cremona -. Scopo della proposta, elaborata su richiesta
e mandato degli allevatori, è rendere flessibile il contratto, limitando il vincolo del suinicoltore nei confronti del macellatore, così da conferire alle imprese agricole
maggiore forza nella rinegoziazione delle condizioni economiche».
«Ridefinire le modalità con cui i contratti vengono stipulati, in primo luogo in relazione alla loro durata, sarà un passo importate – rimarca Roberto Biloni, Presidente
dell’Organizzazione degli agricoltori -. E’ un altro tassello in un’azione che mira a difendere le nostre imprese e l’intero comparto che, come abbiamo più volte sottolineato, attraversa
una stagione particolarmente difficile, di fronte al notevole aumento dei costi di produzione, al crollo delle quotazioni, e naturalmente alle massicce importazioni di carne dall’estero, il
più delle volte macellata e spacciata come made in Italy».

L’incontro permetterà di esaminare anche le azioni condotte a livello regionale e nazionale, al tavolo tecnico di filiera dei suini attivato presso il Ministero per le Politiche
agricole. Il Protocollo d’Intesa sottoscritto in tale sede pone i seguenti obiettivi:
1 – identificazione di un mercato unico nazionale per la determinazione anticipata delle quotazioni dei suini e loro derivati, con regole di rilevazione più trasparenti e
condivise;
2 – definizione di un modello condiviso di valutazione delle carcasse suine (peso morto) in relazione alle differenti tipologie qualitative/commerciali di animali, al fine di applicare tali
modelli nell’ambito dei rapporti contrattuali di filiera e dei regolamenti speciali di contrattazione della Borsa Merci;
3 – avvio del progetto di valorizzazione commerciale del Gran Suino Padano;
4 – definizione degli obiettivi di programmazione dello sviluppo delle singole filiere, dando priorità a quelle Dop, attraverso la programmazione di volumi correlati agli sbocchi di
mercato;
5 – sensibilizzazione delle Autorità preposte al controllo dei suini e della carne suina di provenienza estera per intensificare e migliorare i controlli stessi, sia sotto il profilo
sanitario che commerciale e fiscale;
6 – definizione di un piano operativo volto alla eradicazione dell’epidemia vescicolare con la definizione di interventi attuabili nel breve tempo».

«Anche in questa sede la nostra Organizzazione ha ribadito l’urgenza di giungere all’introduzione dell’obbligo di porre l’origine in etichetta anche per le produzioni suinicole – conclude
Biloni -. E’ tempo di dire basta, e pretendere che la suinicoltura italiana, rappresentata per oltre il 50% dalla suinicoltura lombarda, sia adeguatamente valorizzata, consentendo al
consumatore di riconoscerla con etichette che finalmente riportino l’indicazione dell’origine delle carni utilizzate».

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