ASSOMACELLAI CONFESERCENTI: CROLLO ANOMALO DELLE VENDITE DI CARNE IN MACELLERIA, FINO A -15% RISPETTO AD ESTATE 2021

ASSOMACELLAI CONFESERCENTI: CROLLO ANOMALO DELLE VENDITE DI CARNE IN MACELLERIA, FINO A -15% RISPETTO AD ESTATE 2021

Alimentari: Assomacellai-Confesercenti denuncia un pesante e anomalo crollo delle vendite di carne in macelleria, che ha raggiunto punte del -15% rispetto all’estate 2021

di Maurizio Ceccaioni

Con un Comunicato stampa, il 26 luglio 2022 Assomacellai, l’Associazione Nazionale dei Macellai aderente a Confesercenti, la Confederazione Italiana Esercenti Attività Commerciali Turistiche e dei Servizi, ha espresso attraverso un comunicato stampa le perplessità e le preoccupazioni sulla grave situazione che sta vivendo la categoria, a causa di un crollo repentino delle vendite di carne in macelleria ritenuto anomalo, con punte che hanno raggiunto il -15% rispetto allo stesso periodo del 2021.

A farsi da portavoce del settore Luigi Frascà, presidente Assomacellai Confesercenti: «Sappiamo che l’estate non è il periodo migliore per il consumo di carne, ma non ci aspettavamo un calo così consistente come quello attuale. Un crollo anomalo: stiamo assistendo infatti, rispetto ai valori dello stesso periodo del 2021, a riduzioni di vendite intorno al -15% per la carne suina, – 8% per la bovina e -4% per le carni bianche».

Esposizione di carne varia in macelleria

Una crisi che ha interessato i principali prodotti acquistati in estate nelle macellerie specie se da forno, come gli arrosti, date le temperature che ci soffocano. Ma anche carni crude (battuta, tartare, albese) e petto di pollo. Va un po’ meglio nelle botteghe dove oltre alla vendita al dettaglio si fa cibo da asporto, ma anche in questi esercizi si rileva comunque una riduzione di vendita dei prodotti dal costo più elevato.

«L’incertezza economica fa prediligere tagli di carne meno pregiati e questo non aiuta un settore che viene da anni e anni di crisi», continua il presidente di Assomacellai.  «Il calo delle e il continuo aumento dei costi di materie prime e servizi stanno strangolando i nostri esercenti che si trovano a fare i conti con margini sempre più bassi. Di questo passo, se non si interverrà al più presto con degli aiuti specifici, il settore rischia di perdere imprese ed occupati» conclude Luigi Frascà.

 

 

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