Anisap-Federlazio: «la Regione continua a rimandare incontro con laboratori»

Roma – E’ stato rinviato per la terza volta a data da destinarsi l’incontro, fissato per oggi dall’Assessore regionale alla Sanità Augusto Battaglia con le Associazioni di
categoria ANISAP LAZIO e FEDERLAZIO Sanità privata, durante il quale dovevano essere illustrate e discusse le decisioni della delibera della Regione in itinere avente per oggetto
«Approvazione del Piano di Riorganizzazione delle Strutture accreditate che erogano prestazioni di laboratorio nella Regione Lazio, in attuazione del dispositivo dell’articolo 1, comma
796 lettera O, legge finanziaria del 23 dicembre 2006, n° 296, come previsto dalla DGR 12 giugno 2007, n° 418», visto peraltro che, senza nessuna concertazione, l’area privata
è stata assimilata alle procedure di parte pubblica eliminando di fatto il Preaccordo firmato il 3 ottobre us dall’Assessore pro-tempore e dimostrando nel concreto che la vera intenzione
della Regione è quella di azzerare il comparto privato cui fanno capo 10000 famiglie e che eroga 20 milioni di prestazioni ai cittadini.

Non si conoscono le ragioni di tale ulteriore rinvio, anche se le recenti Sentenze e Ordinanze del TAR hanno determinato preoccupazione e sconcerto a livello regionale, ma si spera che esso si
ricolleghi alle dichiarazioni rese ieri dal Presidente Marrazzo che, se confermate, mostrano che qualcosa si sta finalmente muovendo. In questo senso ANISAP LAZIO e FEDERLAZIO Sanità
privata hanno richiesto incontri urgentissimi al Presidente Marrazzo e al Presidente della Commissione Sanità On. Canali per tutti gli opportuni chiarimenti.

Da un lato, la Regione sembra aver preso finalmente coscienza che la Sanità nel Lazio non è affatto un «buco di bilancio», ma è una vera e propria industria con
migliaia di imprese e milioni di lavoratori che, unitamente all’indotto composto in gran parte da piccole imprese, contribuiscono all’economia laziale in modo determinante con imposte, tasse,
contributi sociali, consumi. Finalmente si è dunque iniziato a riflettere sui contraccolpi del Piano di rientro sull’economia laziale, per evitare che il Piano si trasformi in un
boomerang per la Regione.

Dall’altro, le dichiarazioni del Presidente Marrazzo distinguono, per la prima volta, la situazione dei laboratori pubblici da quella dei laboratori privati, realtà profondamente diverse
tra loro e che devono essere studiate e disciplinate separatamente. Se così fosse, ci si troverebbe dinanzi ad un importantissimo passo in avanti della Regione che riconoscerebbe il
pieno titolo delle strutture private accreditate quale elemento essenziale dell’offerta sanitaria, su un livello di pari dignità con le strutture pubbliche, in attuazione del principio
della libera scelta sancito sin dalla legge nazionale 502 del 1992. In tal caso, si ribadisce la volontà di ANISAP e FEDERLAZIO di mettere a disposizione della Regione il loro impegno e
l’enorme esperienza sul territorio, per l’elaborazione di un Piano condiviso che consenta di salvaguardare i lavoratori e le imprese e che sia finalizzato ad un’assistenza specialistica di
eccellenza a costi contenuti.

Si auspica dunque che le dichiarazioni del Presidente, evidentemente scaturite da una profonda riflessione sul ruolo determinante della componente privata accreditata nella Sanità
laziale – recentemente riconosciuto anche dal TAR Lazio – si possano tradurre finalmente in quella concertazione che è sinora è mancata e che rappresenta l’unica via per
perseguire in modo equo e certo obiettivi di risparmio e di qualità dell’assistenza.

Tutto ciò deve tuttavia attuarsi in tempi brevissimi al fine di evitare danni irreparabili alle imprese, ai lavoratori e ai cittadini, con il blocco dell’assistenza specialistica e in
particolare quella di laboratorio a partire dal mese di gennaio, visto che alla data odierna mancano le direttive inerenti budget, tariffe e rapporti normativi.

Leggi Anche
Scrivi un commento