Alzheimer ed omocisteina, relazione pericolosa

Alzheimer ed omocisteina, relazione pericolosa

L’omocisteina è un aminoacido solforato, prodotto dal corpo umano in seguito ad una determinata alimentazione. Tale aminoacido, se presente in determinati livelli nel sangue delle donne
di mezza età potrebbe essere un messaggero di probabile Alzheimer più avanti negli anni.

Questo è il messaggio di uno studio dell’Università di Göteborg (sezione Sahlgrenska Academy), diretto dal dottor Dimitri Zylberstein e pubblicato sul sito web
dell’accademia.

La squadra del dottor Zylberstein iniziato osservando i dati del

Il suggerimento arriva a seguito di analisi basate sul “Prospective Population Study of Women in Gothenburg”, uno studio iniziato alla fine degli anni ’60 che ha coinvolto quasi 1.500 donne di
età compresa tra i 38 e i 60 anni. Successivamente, gli studiosi hanno prelevato campioni di sangue dalle volontarie, sottopposte inoltre a questionario per determinare le abitudini
nutrizionali.

Infine, i dati ottenuti sono stati confrontati con quelli delle pazienti colpite da Alzheimer e demenza.

Il dottor Zylberstein ha così evidenziato come il morbo di Alzheimer si è sviluppata più del doppio nelle donne con livelli di omocisteina elevati rispetto a quelle con
livelli più bassi. In più, il rischio di demenza generale è stato del 70% più alto. Per questo, i risultati dello studio potranno essere usati come base per
strategie di prevenzione contro la malattia.

Matteo Clerici

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