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Almunia: “L'Italia ha il livello di debito più alto d'Europa”

By Redazione

Roma, 9 Ottobre 2007 – “Francia e Italia stanno incontrando delle difficoltà nel raggiungimento dell’obiettivo a medio termine, come concordato da tutti i membri della zona euro,
nel 2010 al massimo”, lo ha annunciato prima della riunione dell’Ecofin il Commissario Ue Joaquin Almunia, dopo aver espresso preoccupazione in merito alla Finanziaria 2008.

Secondo quanto dichiarato da Almunia anche nella riunione dell’Eurogruppo di lunedì sera , infatti, la prossima manovra italiana non è abbastanza “ambiziosa” e porterà ad
una riduzione del disavanzo in rapporto al Pil insufficiente: il commissario Ue ha sottolineato che la riduzione del disavanzo prevista dalla Finanziaria 2008 (pari allo 0,2%) è
insufficiente e l’Italia sarà costretta a prorogare al 2011 il pareggio del bilancio, non rispettando “il termine massimo del 2010” fissato dalla Ue.

“Queste sono le regole del Patto” ha ribadito Almunia: “Siamo in una fase economica favorevole e dobbiamo usare le entrate aggiuntive per un ulteriore consolidamento di bilancio” e “questo vale
anche per l’Italia che ha il livello di debito più alto d’Europa”.
“Il Paese – ha continuato il Commissario Ue – deve destinare il 4,5% del Pil per pagare gli interessi sul debito. Questa posizione non è sostenibile” perché la manovra 2008
“riduce il deficit solo dello 0,2% e questo è ben al di sotto dell’impegno per una correzione dello 0,5%, ma anche ben al di sotto degli orientamenti che ha dato l’Italia all’Eurogruppo
e ben al di sotto dell’obiettivo di raggiungere il pareggio nel 2010”.
Tuttavia Almunia ha spiegato che “con la nuova Finanziaria l’Italia può correggere il deficit eccessivo”: “Il disavanzo 2007 sarà del 2,4% e noi concordiamo con questa stima del
governo”.
Immediata la replica del Ministro dell’economia Padoa Schioppa, secondo il quale l’Italia non è venuta meno agli impegni anche “se ha fatto meno di quello indicato dalla versione
più impegnativa che il braccio preventivo del Patto di Stabilità auspica”.
“Sul triennio 2006-2008 – ha continuato il ministro – l’aggiustamento strutturale che realizziamo è sostanzialmente quello cui ci eravamo impegnati, [sebbene] con un certo anticipo nella
prima parte del triennio”.

“Naturalmente -ha concluso Padoa-Schioppa- qui entra la tematica del braccio preventivo del patto che se è spinta nel modo più rigoroso, richiede che ci si porti avanti con il
programma”.

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