Alimenti che scadono

Alimenti che scadono

E’ noto che per gli alimenti commercializzati in confezione la data di scadenza deve essere in evidenza nella confezione a cura del produttore. Se per gli alimenti a media e a lunga
conservazione l’indicazione di una data non è un problema, per quelli freschi, da consumarsi entro tre mesi invece non vi sono indici sicuri.

La natura del prodotto, la carica batterica iniziale, la temperatura di refrigerazione, l’esperienza del produttore sono gli elementi su cui viene basata tale prescrizione ,che è pur
sempre indicativa non essendo gli indici posseduti a priori sicuramente mantenuti.

Ora un gruppo di studio della CE ha definito un criterio del tutto diverso dai precedenti ,il quale si basa sulla presenza di un batterio, la Listeria monocytogenes, quale indice della
freschezza di quell’alimento.

Tale germe ha una presenza ubiquitaria, come si dice quando lo si trova in natura molto diffuso, il quale ha la possibilità di svilupparsi ad una determinata temperatura di
refrigerazione nell’alimento in cui si trova.

La sua presenza negli alimenti quando supera determinati limiti, provoca gravi infezioni alimentari, quali forme diarroiche e altre più gravi.

Quando il limite della sua presenza raggiunge la conta di 100 cellule per grammo di prodotto, questo non potrà più essere commercializzato perché il suo consumo può
diventare pericoloso oltre questo limite.

Si elencano alcuni alimenti che per legge hanno una data di scadenza o TMC consigliato :

  • latte fresco pastorizzato (6gg) anche di alta qualità

  • latte fresco crudo (3gg)

  • uova fresche (28gg); data di vendita raccomandata 21gg. dalla deposizione

  • uova extra fresche con fascetta fino al 7° giorno dalla data d’imballaggio

  • prosciutto cotto a fette “di alta qualità” ( max 30gg),in tranci ( max 60gg),intero (max 180gg)

  • molluschi bivalvi(mitili, ecc.) devono essere venduti vivi e vitali .

Gli altri hanno la data di scadenza fissata dal produttore.

Il produttore ha oggi un elemento in più tecnicamente avvalorato, per fissare questa data: cioè la presenza controllata della Listeria m. nell’alimento.

Sperimentalmente il produttore potrà accettare nell’alimento confezionato a campione, mantenuto alla temperatura di 4°C,quante cellule di Listeria m. si sviluppano in un determinato
periodo. Se queste cellule ad esempio, raggiungeranno il limite di 100 entro 10 giorni, questo limite sarà il limite massimo insuperabile di vendita del prodotto, mantenuto sempre alla
temperatura non superiore a 4°C.

Questo nuovo criterio di valutazione della freschezza degli alimenti dona maggiori possibilità ai produttori di offrire prodotti deperibili con garanzia igienico-sanitaria più
sicura rispetto a parametri finora adottati ed ai consumatori la consapevolezza di essere tutelati quando scelgono nella vasta gamma dei prodotti “pronti per il consumo”.

Dante Mena – Marinella Tarabbia

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