Agroalimentare e moda insieme: un “business” da 220 miliardi di euro
24 Maggio 2010
Presentata oggi a Roma, su iniziativa della Cia, “Moda Movie-Taste for fashion”, un connubio con il mondo agricolo che nasce per valorizzare i giovani stilisti talentuosi, gli alimenti di
qualità e un modello del magiare sano e genuino. Rossana Zambelli: siamo in prima linea per valorizzare il “made in Italy” nel mondo.
Agroalimentare e moda insieme. Due settori che garantiscono la qualità del “made in Italy” nel mondo. Due settori che da soli esprimono un fatturato di oltre 220 miliardi di euro l’anno,
il 35 per cento esportato a livello internazionale con continui successi. Due settori che mettono in mostra non solo considerevoli numeri economici, ma anche la creatività, l’impegno e
l’iniziativa di tanti imprenditori, stilisti, soprattutto giovani, che lavorano con serietà e garantiscono e valorizzano l’immagine stessa del nostro Paese. E’ quanto sottolineato oggi a
Roma dalla Cia-Confederazione italiana agricoltori che ha organizzato la conferenza stampa di presentazione di “Moda Movie-Taste for fashion”, un connubio con il mondo agricolo che nasce per
valorizzare i giovani stilisti talentuosi, gli alimenti di qualità e un modello del magiare sano e genuino.
Sono propri i temi della genuinità, della sicurezza alimentare, della qualità delle nostre produzioni a caratterizzare questo nuovo rapporto tra agricoltura, sistema agroalimentare
e moda. Un rapporto – è stato affermato nel corso della conferenza stampa – che è destinato a rafforzarsi ulteriormente, in quanto sono state annunciate altre iniziative di questo
genere.
“Come mondo agricolo – ha rilevato Rossana Zambelli, responsabile dell’Area Organizzazione e Amministrazione della Cia – siamo fortemente intenzionati a rendere questo rapporto con la moda, con
la creatività e il valore che la contraddistingue, sempre più incisivo. I nostri produttori garantiscono qualità. Cosa che troviamo anche negli stilisti italiani, nei tanti
giovani talenti che rendono il nostro Paese protagonista assoluto nel grande pianeta dell’abbigliamento, dell’alta moda”.
Quindi, agricoltura, agroalimentare e moda si uniscono – è stato rilevato – per contribuire ancora di più alla crescita della nostra economica, per aprire nuovi spazi sui mercati
internazionali, per rilanciare il “made in Italy”, che proprio in questi settori trova sempre linfa vitale.
I dati, d’altra parte, parlano da soli. Il “business” che mettono in moto è considerevole e in essi trovano occupazione migliaia di persone. Riescono, in pratica, ad essere -è stato
rimarcato durante la conferenza stampa- ad essere vere ed efficaci punte di diamante che occorre sostenere e valorizzare per dare nuovo slancio al nostro export, soprattutto nell’attuale
difficile momento economico che richiede nuove spinte imprenditoriali, creatività, fantasia, ma anche tanto impegno. Cosa che agroalimentare e moda riescono a sviluppare in maniera
realmente concreta ed incisiva. Quello che è avvenuto in questi anni lo dimostra chiaramente.





