A Torino arriva il primo locale pubblico T.V.B. Ti voglio bere

A Torino arriva il primo locale pubblico T.V.B. Ti voglio bere

 

Un brindisi all’oro blu: è appena nato in centro a Torino il primo locale pubblico T.V.B. Ti voglio bere. Il lieto evento è avvenuto in zona Crocetta, nella
caffetteria Re Umberto di Michelina Palmisano.

La caffetteria, infatti, ha aderito alla campagna di sensibilizzazione per il risparmio idrico e la valorizzazione dell’acqua della rete T.V.B. Ti voglio bere, condotta dal Centro Studi
Ambientali di Torino (www.tvb-tivogliobere.it).

Nato e cresciuto quattro anni fa all’interno delle scuole (con una trentina gli istituti superiori piemontesi oggi coinvolti), il progetto ha vinto la sezione Educativa del Premio
Nazionale Pianeta Acqua 2008 e col tempo ha trovato anche nuovi luoghi in cui svilupparsi e nuovi destinatari a cui rivolgersi: le manifestazioni di piazza, le strutture delle pubbliche
amministrazioni, così come i locali (bar e ristoranti) e le strutture turistico-ricettive. Perché T.V.B. è un investimento per tutti: economico ed ambientale.

È quello che hanno pensato anche i titolari della caffetteria Re Umberto, che spiegano orgogliosi la loro scelta di puntare sull’acqua sfusa: “Abbiamo deciso di
aderire all’iniziativa per vari motivi – dice Andrea Bagnulo, figlio della titolare -. Innanzitutto perché in questo modo serviamo ai nostri clienti acqua del
rubinetto buona, trattata da dispositivi a norma di legge, che non è stata chiusa per chissà quanto tempo in bottiglie di plastica esposte magari alla luce e al calore. E
allo stesso tempo risolviamo il problema delle confezioni di plastica, con grandi vantaggi ambientali ma anche pratici perché non abbiamo più problemi di magazzino e di
logistica, visto che non dobbiamo più caricare, scaricare, smaltire e differenziare le bottiglie”.

Ecologica, comoda, buona, garantita. Servita naturale o gasata, refrigerata o a temperatura ambiente: insomma ce n’è per tutti i palati, anche quelli più raffinati
grazie al sistema di trattamento installato, in grado di migliorarne le caratteristiche organolettiche (DM 443/90). E i clienti come stanno reagendo alla piccola rivoluzione blu?
“Bene – continua Andrea Bagnulo – , sono interessati, leggono le tovagliette su cui sono stampate le differenze tra le acque in bottiglia e quella della rete e ci
fanno tante domande”.

“Occorre sviluppare sempre più progettualità specifiche per promuovere il bere l’acqua del rubinetto presso le famiglie – dice Domenico Filippone,
presidente del Centro Studi Ambientali -. In questo senso l’adesione al progetto T.V.B. da parte dei locali pubblici e delle strutture di ricettività turistica è un
passo avanti significativo nel coinvolgere i cittadini nella valorizzazione della propria acqua. Senza trascurare la riduzione dei rifiuti, visto che si tratta dello sfuso per
eccellenza”.

Oltre alla caffetteria Re Umberto, due strutture ricettive hanno già aderito a T.V.B.: il Bed & Breakfast Edera di Castagnole Piemonte, nel torinese, e la Dimora storico
romantica Il Sole e la Luna di Cerretto Langhe, in provincia di Cuneo. E presto partiranno anche altri locali pubblici a Torino. Prepariamo i bicchieri: ci saranno altri brindisi in
onore dell’oro blu.

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