A Cuneo ritorna il lupo. Pastori in allarme

A Cuneo ritorna il lupo. Pastori in allarme

Nelle valli del Piemonte, la presenza di lupi (o cani randagi) è orami una realtà consolidata. Tali predatori sono sempre più arditi ed efficaci nei loro attacchi agli
allevamenti di bestiame e né cani da pastore né recinti elettrificati sembrano essere sempre efficaci.

Si tratta di una situazione estremamente delicata, con due esigenze in netto contrasto tra loro.

Da un lato si ha il rispetto dell’ecologia e dell’habitat naturale del lupo, cercando d’incanalare e “sopportare” la sua indole di predatoria.

Dall’altro bisogna tutelare e difendere la pratica dell’alpeggio, risorsa fondamentale per l’economia di montagna e per il recupero dei valori culturali del territorio. Ma, denuncia la
Coldiretti, con il ritorno del lupo, il già difficile mestiere dei pastori è diventato ancora più complicato.

Spiega la Coldiretti: “Non è infatti più possibile lasciare gli animali in alpeggio allo stato brado, impiegando il tempo in tutte le altre attività che caratterizzano il
lavoro in montagna, dalla lavorazione del latte alla fienagione. Negli ultimi anni si è infatti reso necessario un continuo vigilare su greggi e mandrie, al fine di proteggerle da
attacchi di lupi e cani randagi poiché recinzioni elettrificate e cani da pastori spesso non sono più sufficienti per scongiurare il pericolo”

Matteo Clerici

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