Alchechengi: a Natale, il frutto si tuffa nel cioccolato
13 Dicembre 2010
Natale è tempo di dolci, diversi a seconda della tradizione. Così, i milanesi mettono in campo il panettone, i veronesi si godono il loro pandoro, mentre da Torino arriva
l’alchechengi.
L’alchechengio (o alkekengio o alchichingio) è costituito dalla bacca della pianta omonima (Physalis alkekengi), immersa nel cioccolato fuso. Ovviamente, questa è solo la
ricetta base su cui i maestri ed i grandi pasticceri innestano le loro variazioni.
Personalismi a parte, la buona riuscita del piatto si gioca su tre momenti fondamentali. Primo, la scelta del frutto: deve essere piccolo e gustoso. Purtroppo, difficilmente gli esemplari made
in Italy hanno tali caratteristiche. Secondo: il fondant di zucchero. Prima della ricetta vera e propria, gli alchechengi vanno immersi in una pasta di zucchero e lasciati a riposo per qualche
ora. Terzo:quando il fondant si è rappreso, immergerli nel cioccolato caldo fino a lambire le foglie e lasciarli riposare, tempo ideale tre giorni.
Per i più intraprendenti, od i più golosi, ecco una delle possibili ricette
Alchechengi al cioccolato (dosi per 6 persone)
400 gr di cioccolato fondente
100 gr di burro
300 gr di alchechengi
3 bicchierini di liquore al cioccolato tipo bayles
Preparazione
Spezzettate il cioccolato e mettetelo in un tegame, unite il burro a pezzetti, ammorbidito a temperatura ambiente, e fate sciogliere a bagnomaria a fuoco bassissimo mescolando continuamente con
un cucchiaio di legno.
Togliete dal fuoco il cioccolato e incorporate il liquore al cioccolato.
Trasferite la cioccolata al liquore in una ciotola da portare in tavola e infilzate gli alchechengi con gli stuzzicadenti in modo che ogni commensale possa intingerli nella cioccolata.
Se volete potete anche intingere gli alchechengi e far solidificare la cioccolata o in un piatto o in dei pirrottini.
Matteo Clerici
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