Udine: Prosciutti Dop San Daniele, IGP Sauris e Parma sono certificati e sicuri

Udine: Prosciutti Dop San Daniele, IGP Sauris e Parma sono certificati e sicuri

By Redazione

Udine – Le carni suine ricavate da animali nati o allevati nel Friuli Venezia Giulia sono certificate e sicure. E a maggior ragione lo sono i prosciutti
DOP San Daniele
e IGP Sauris e per quanto compete alla Regione anche quelli di Parma.

Lo conferma l’assessore alle Risorse agricole, naturali e forestali del Friuli Venezia Giulia, Claudio Violino, riferendosi al marchio AQuA, creato dall’Amministrazione regionale e controllato
dall’Ersa, l’Agenzia regionale per lo sviluppo rurale, del quale si fregiano i prodotti suinicoli indicati.

Nulla da temere dunque, qualora si dovesse propagare il rischio di diffusione di patologie, come l’influenza suina, che comunque non si trasmettono attraverso la catena alimentare, bensì
mediante contagio attraverso le vie aeree dell’uomo.

Peraltro, la Regione è da tempo impegnata nella ricerca e nella certificazione delle sue produzioni di pregio, come quelle derivate dalle carni suine. Ha infatti delineato i parametri per
la certificazione AQuA (che garantisce la qualità e la salubrità degli alimenti ricavati dal suino cosiddetto “pesante”).

Inoltre la Regione ha di recente concesso un finanziamento di oltre 1 milione di euro al fine di sostenere la ricerca mirata a ottimizzare ulteriormente la qualità genetica dei suini
friulani e, conseguentemente, di tutti i prodotti da essi derivati.

L’Ersa, strumento operativo dell’Amministrazione nel settore della ricerca, e a breve anche della promozione dei prodotti agroalimentari, assieme all’Associazione Allevatori del Friuli Venezia
Giulia e all’Università di Udine, sta lavorando a un progetto di valorizzazione delle produzioni destinate proprio alle Dop Prosciutto di San Daniele e Gran suino Padano, all’IGP Sauris,
alle carni fresche e agli insaccati ottenuti e riconosciuti con il marchio AQuA.

Questo nuovo progetto si propone di monitorare ogni singolo aspetto della filiera suinicola, attraverso studi e sperimentazioni sulla qualificazione genetica dei maiali, sul loro benessere,
sull’alimentazione, sulla macellazione e sulla qualità delle carni.

Dai dati raccolti sarà possibile definire le caratteristiche del sistema produttivo e verificare i punti di forza e di debolezza della filiera. Un altro obiettivo ormai vicino è
inoltre quello dell’ottimizzazione della carne derivante dal macello, perché il suino è tradizionalmente un animale quasi interamente utilizzato e utilizzabile per scopi alimentari.

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