A novembre l’indice Istat dei prezzi al consumo è sceso del -0,4% rispetto a ottobre
15 Dicembre 2008
Nel mese di novembre 2008 l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività comprensivo dei tabacchi è stato pari a 137,1, registrando una
variazione di meno 0,4 per cento rispetto al mese di ottobre 2008 e una variazione di più 2,7 per cento rispetto allo stesso mese dell’anno precedente; al netto dei
tabacchi l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività, pari a 136,5, ha presentato nel mese di novembre 2008 una variazione congiunturale di
meno 0,4 per cento e una variazione tendenziale di più 2,6 per cento.
L’indice nazionale dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati, comprensivo dei tabacchi, nel mese di novembre 2008 è stato pari a 135,7, con una variazione
di meno 0,4 per cento rispetto ad ottobre e una variazione di più 2,6 per cento rispetto a novembre 2007; le corrispondenti variazioni registrate dall’indice calcolato al
netto dei tabacchi sono state, rispettivamente, meno 0,4 e più 2,6 per cento, mentre il livello dell’indice è stato pari a 134,7.
L’indice armonizzato dei prezzi al consumo (IPCA), che a partire dagli indici relativi a gennaio 2006 viene diffuso in base 2005=100, nel mese di novembre è stato pari a
108,8 registrando una variazione di meno 0,5 per cento sul piano congiunturale e una variazione di più 2,7 per cento in termini tendenziali.
L’IPCA viene inviato mensilmente all’Eurostat secondo un calendario prefissato. Tale indice, relativo al mese di novembre 2008, verrà diffuso da Eurostat il giorno 17
dicembre 2008, contestualmente a quelli degli altri paesi della Ue.
Indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (NIC)
Nel mese di novembre gli aumenti congiunturali più significativi sono stati
rilevati per i capitoli Comunicazioni (più 0,3 per cento), Mobili, articoli e servizi per la casa e Servizi sanitari e spese per la salute (più 0,2 per cento per
entrambi); una variazione nulla si è registrata nel capitolo Ricreazione, spettacoli e cultura; variazioni congiunturali negative si sono verificate nei capitoli Trasporti (meno
2,3 per cento), Abitazione, acqua, elettricità e combustibili e Servizi ricettivi e di ristorazione (meno 0,4 per cento per entrambi).
Gli incrementi tendenziali più elevati si sono registrati nei capitoli Abitazione, acqua, elettricità e combustibili (più 6,4 per cento), Bevande alcoliche e
tabacchi (più 5,3 per cento) e Prodotti alimentari e bevande analcoliche (più 4,7 per cento); una variazione tendenziale negativa si è verificata nel capitolo
Comunicazioni (meno 3,6 per cento).
Indice nazionale dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati (FOI)
Gli aumenti congiunturali più significativi si sono verificati nei capitoli
Comunicazioni (più 0,3 per cento), Mobili, articoli e servizi per la casa e Servizi sanitari e spese per la salute (più 0,2 per cento per entrambi); una variazione nulla
si è registrata nel capitolo Ricreazione, spettacoli e cultura; variazioni congiunturali negative si sono verificate nei capitoli Trasporti (meno 2,4 per cento), Abitazione,
acqua, elettricità e combustibili e Servizi ricettivi e di ristorazione (meno 0,3 per cento per entrambi).
Gli incrementi tendenziali più elevati si sono registrati nei capitoli Abitazione, acqua, elettricità e combustibili (più 6,1 per cento), Bevande alcoliche e
tabacchi (più 5,3 per cento) e Prodotti alimentari e bevande analcoliche (più 4,7 per cento); una variazione tendenziale negativa si è verificata nel capitolo
Comunicazioni (meno 4,4 per cento).
Indici NIC e FOI per le città capoluogo di regione
Nell’ambito delle 20 città capoluogo di regione, gli aumenti tendenziali più elevati
dell’indice NIC si sono verificati nelle città di Torino, L’Aquila, Napoli (più 2,9 per cento per tutte e tre), Genova, Firenze, Ancona e Reggio Calabria
(più 2,8 per cento per tutte e quattro); quelli più moderati hanno riguardato le città di Aosta (più 1,9 per cento), Bari (più 2,0 per cento) e
Potenza (più 2,1 per cento).
Indice armonizzato dei prezzi al consumo per i paesi dell’Unione europea (IPCA) (comprensivo delle riduzioni temporanee di prezzo) – Italia
Gli aumenti
congiunturali più significativi si sono verificati nei capitoli Comunicazioni (più 0,4 per cento), Altri beni e servizi (più 0,3 per cento), Mobili, articoli e
servizi per la casa e Servizi sanitari e spese per la salute (più 0,2 per cento per entrambi); una variazione nulla si è registrata nel capitolo Istruzione; variazioni
congiunturali negative si sono verificate nei capitoli Trasporti (meno 2,2 per cento), Servizi ricettivi e di ristorazione, Abitazione, acqua, elettricità e combustibili (meno
0,5 per cento per entrambi) e Ricreazione, spettacoli e cultura (meno 0,1 per cento). Gli incrementi tendenziali più elevati si sono registrati nei capitoli Abitazione, acqua,
elettricità e combustibili (più 6,4 per cento), Bevande alcoliche e tabacchi (più 5,2 per cento) e Prodotti alimentari e bevande analcoliche (più 4,5 per
cento); una variazione tendenziale negativa si è verificata nel capitolo Comunicazioni (meno 3,7 per cento).





