Veneto: Caccia, troppi incidenti in meno di un mese

By Redazione

Domenica 12 ottobre verso le 7.00, in via Madonna della Tosse a Cappella Maggiore (TV) durante una battuta di caccia è accaduto l’ennesimo incidente con feriti nella provincia di
Treviso. A farne le spese due cercatori di funghi: A.D.A, 57 anni residente in via Madonna della Tosse, e A.A. di 74 residente in via Rindola Bassa, sempre a Cappella Maggiore.

A sparare con un sovrapposto Franchi calibro 12 è stato M.A., 75 anni, di Cappella Maggiore, dove risiede in via Anzano, con il seguente bilancio:  A.D.A. è stato
ferito al cuoio capelluto e agli arti inferiori, A.A., ha riportato ferite al volto, al torace, alle mani e all’addome. I due, sono stati subito trasportati al pronto soccorso di
Vittorio Veneto.

Nelle ultime settimane si sono verificati diversi incidenti di caccia ed episodi di soprusi delle doppiette nei confronti dei cittadini e degli animali domestici:

1) il 24 settembre la signora Lisa della provincia di Treviso ha subito alcuni spari esplosi contro la sua abitazione dove i pallini si sono conficcati sul portoncino di casa e sul muro
quando appena dieci minuti prima era in giardino con i suoi bambini di un anno.

2) il 28 settembre a Chiarano, in via Dosa, verso le 10,30 un cacciatore ha sparato a distanza di qualche metro dal cortile del sig. G.B. che si trovava con sua figlia, seminando il
panico;

3) il 29 settembre a Roncadelle di Ormelle l’USL 9 ha recuperato un cane da caccia breton con una grave ferita in mezzo alle scapole, con una rosa di pallini conficcati dentro la carne;

4) l’1 ottobre in via Colombara a Loria il signor Angelo Beltrame che abita con la famiglia, ha rinvenuto 7 galline sbranate dai cani da caccia.

L’elenco rappresenta solo la punta dell’iceberg perchè la maggior parte dei soprusi ed incidenti non viene denunciata alle autorità. Torna utile ricordare che non sempre
gli incidenti di caccia verificatesi a Treviso sono finiti per il meglio:

1) il 3 novembre 2002 a San Pietro di Feletto, morì il cacciatore Pietro

Miraval di 56 anni a causa di un colpo di fucile sparato dal compagno di battuta Giuseppe Maset di 76 anni;

2) il 26 settembre 2004 a Tarzo, è morto dissanguato Angelo Fava di 56 anni colpito da una fucilata;

3) il 20 settembre 2006 nelle campagne di Vedelago, il cacciatore Fiorenzo Sarri ha colpito gravemente un agricoltore pensionato di Vedelago, Giovanni Cavasin, mentre lavorava nel
proprio campo di mais;

4) l’ 11 novembre 2007 nella località collinare di Collagru’ di Farra di Soligo, F.C., residente a Campea, è stato colpito da un cacciatore alla schiena ed alla nuca.

Solo nell’attuale inizio di stagione di caccia in Italia si sono verificati ben 33 incidenti di caccia con 25 feriti e ben 8 morti, tra i quali un cercatore di funghi (la lista completa
e dettagliata dei morti e feriti è consultabile sul sito della LAC http://www.abolizionecaccia.it). “Le attuali leggi sulla caccia sono ormai inadeguate e sorpassate per una
società moderna come la nostra e per le nostre campagne fortemente urbanizzate – ha commentato Andrea Zanoni presidente della LAC Veneto – bisognerebbe bloccare subito la caccia
e far rifare seri esami a tutti i cacciatori; sono troppi i morti e i feriti per incidenti di caccia e non c’è da stupirsene viste le condizioni in cui si caccia con un altissimo
numero di cacciatori che esercita la sua attività pericolosa in un territorio tra i più densamente urbanizzati e popolati d’Europa.

Si tratta di una schiera di dilettanti perché i cacciatori non hanno avuto un addestramento professionale all’uso delle armi, la maggior parte di loro non ha neanche superato un
esame perché ha preso la licenza di caccia prima che le leggi lo prevedessero, ovvero prima del 1977. Bisogna poi inasprire le sanzioni per chi spara vicino alle case, alle
strade ed agli agricoltori prevedendo il ritiro della licenza e aumentando e incentivando la vigilanza venatoria. Un esempio dell’inadeguatezza delle sanzioni è l’episodio che ha
visto Fiorenzo Sarri, un cacciatore di 51 anni di Fossalunga condannato lo scorso luglio alla ridicola sanzione di 350 euro per aver colpito un anziano agricoltore, Giovanni Cavasin, di
83 anni di Vedelago, mentre raccoglieva il mais, che dal 20 settembre 2006 convive con due rose di pallini da caccia conficcati nelle gambe e non è nemmeno operabile.

I cittadini ci chiamano spesso per segnalare spari sotto le proprie case e piogge di pallini; l’indisciplina dilagante e la faciloneria con la quale i cacciatori usano queste armi
micidiali ci ha portati a scrivere un vademecum per i cittadini che riporta tutte le regole che i cacciatori devono rispettare e a chi chiedere aiuto, documento che tutti ci possono
chiedere telefonando al 347/9385856 o scrivendo a LAC Via Cadore 15/C int.1 31100 Treviso, o scaricandolo dal nostro sito http://www.lacveneto.it).

Zanoni ha poi aggiunto: “Purtroppo non è da meravigliarsi se nella nostra provincia i cacciatori prendono sottogamba le norme di sicurezza che prevedono distanze di 100 metri
dalle case e di 50 metri dalle strade. Abbiamo infatti degli esempi poco edificanti di Ministri che si sono fatti in quattro per liberare dal carcere un cacciatore trevigiano che aveva
violato la legge sulla caccia in Croazia, e del presidente della provincia e del sindaco di Treviso che hanno sostenuto degli esami di caccia farsa, poi annullati d’ufficio, per i quali
è già partito un primo processo ed altri ne partiranno a carico di altrettanti funzionari provinciali. Esempi negativi per le doppiette trevigiane che non giocano a favore
del rispetto delle norme che disciplinano la caccia”.

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