Bergamo: Riforma Gelmini
10 Ottobre 2008
Accanto alla già prevista chiusura delle scuole con un numero di bambini inferiore a 50 ora, con la riforma Gelmini, è prevista la chiusura delle scuole con un numero di
bambini inferiore a 100, a partire dall’anno scolastico 2009/2010, e quindi dovrebbero essere migliaia le scuole dei piccoli comuni italiani a rischio chiusura.
I pesanti tagli pluriennali previsti per il personale della «nuova» scuola vanno ad aggiungersi alle riduzioni di organici introdotte nella finanziaria. Appare evidente – ha
dichiarato il Segretario Nazionale del Partito Pensionati, on.Carlo FATUZZO – che sono proprio i piccoli comuni, dove vi è una consistente diminuzione di abitanti, quelli dove si
abbatterà più pesantemente la scure dei tagli, che potrebbero avere come conseguenza la mancata presenza di docenti in classi con pochi alunni.
Se può essere giusto regolamentare le scuole dei grandi insediamenti – ha proseguito il leader del Partito Pensionati – non è credibile che le scuole presenti nei piccoli
centri seguano la regola generale, ed equiparate di fatto ai centri più grandi, dove non vi è problema della mobilità, mentre sono proprio i piccoli comuni ad avere
problemi nei trasporti, ed è inopportuno creare disagi a ragazzi e famiglie con un «forzato» dispendio di denaro e pendolarismo quotidiano.
Le scuole dei piccoli comuni – ha concluso FATUZZO – svolgono una funzione importantissima per la preparazione dei nostri ragazzi e sono un importante baluardo di conoscenza per le
quali non è applicabile il metodo «ragionieristico» del Ministro Gelmini.





