Al Senato il Pdl prende 171 seggi, alla Camera 340

By Redazione

Il Pdl vince le elezioni con un ampio margine sul Pd – circa 9 punti percentuali sia alla Camera che al Senato – e Silvio Berlusconi si appresta a tornare a Palazzo Chigi, ma i risultati
più clamorosi vengono dal boom della Lega, che ha vinto a man bassa in tutto il Nord arrivando all’8% su base nazionale, e dal disastroso flop della sinistra arcobaleno, che resta sotto
il 4% e quindi fuori dai due rami del Parlamento.

Esulta soprattutto Umberto Bossi, che vede la Lega accrescere fortemente il suo peso. Buono il risultato di Antonio Di Pietro (4,3% al Senato), non va male nemmeno l’Udc, che lascia il
Cavaliere ma mantiene i suoi voti (oltre il 5%), mentre i socialisti di Boselli e la Destra di Storace restano al palo. Il vantaggio del Pdl appare largo sia al Senato, dove il risultato
sembrava più incerto, che alla Camera, dove il numero dei partiti si riduce drasticamente: entrano infatti solo cinque formazioni: Pdl, Lega, Mpa, Pd, Idv e Udc.
Pdl maggioranza al Senato. L’alleanza formata da Pdl, Lega e Mpa conquista al Senato 171 seggi, contro i 130 di Pd e Idv (38%), senza contare i senatori eletti all’estero (dovrebbero essere 5 o
4 al Pdl e 1 o 2 al Pd). A Palazzo Madama entrano poi 2 senatori dell’Udc, uno di Valle d’Aosta e quattro dell’Svp.
Parlamento dimezzato nel numero dei gruppi. È questo il primo lampante dato che emerge dalle urne. Alla Camera e al Senato, stando alle ultime proiezioni, i partiti saranno solo sei dei
quali quello più a sinistra è il Partito Democratico. Il voto cancella infatti i socialisti, ma anche la Sinistra Arcobaleno, che nelle proiezioni, non supera lo sbarramento
nazionale per la Camera del 4% e in nessuna parte d’Italia quello regionale dell’8% per entrare a Palazzo Madama.
E il Paese, dopo la scelta di Veltroni di correre da solo, seguita da quella di Berlusconi, con la nascita del Pdl, si sveglia bipolare, con oltre l’80% degli elettori che hanno votato per uno
dei due partiti maggiori. Si salvano invece i centristi dell’Udc e ottengono un buon risultato i partiti in corsa appaiati ai due maggiori partiti: Lega ed Mpa e Idv. Infine i radicali,
inseriti nelle liste dei democratici dovrebbero riuscire a eleggere una pattuglia di 7 parlamentari.

Camera. Al netto degli eletti all’estero, la coalizione guidata da Berlusconi ottiene una consistente maggioranza (46,8) con 340 seggi (il 55% del totale ai quali dà diritto il premio di
maggioranza come da legge elettorale). Di questi 284 deputati andrebbero al Pdl; 47 alla Lega Nord e 9 al Movimento per l’Autonomia di Lombardo. Il Pd e l’Italia dei Valori (37,5%)
guadagnerebbero invece in totale 239 seggi dei quali 209 ai democratici e 32 al partito di Di Pietro. Altri 3 deputati vengono assegnati a forze minori e altri 12 vengono eletti
all’estero.
L’unica altra forza di «opposizione» sarebbero i centristi di Casini (5,7%) che eleggerebbero 36 deputati. Fuori da Montecitorio la Sinistra Arcobaleno (3,1%), la Destra (2,4%) e i
Socialisti (1,0%).

Senato. Smentita la tradizione che dava Palazzo Madama come Camera in bilico. La coalizione Pdl-Lega-Mpa, stando ai dati per ora disponibili e nonostante il complicato sistema delle soglie di
sbarramento regionali, dovrebbe poter contare su una ventina di senatori di vantaggio. Al centrodestra vanno, infatti, 171 seggi senza contare i senatori eletti all’estero che potrebbero essere
5 o 4. La maggioranza assoluta del Senato è di 158 voti, 161 se si considera il plenum dell’assemblea con i 7 senatori a vita. Per quanto riguarda l’opposizione Pd e Italia dei Valori
130 senatori e l’Unione di Centro 3. Anche qui restano fuori Sinistra Arcobaleno, la Destra e i Socialisti.
In leggero calo l’affluenza che scende all’80% dall’83% della consultazione precedente

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