La Regione Umbria rimporta all'attenzione il tema del Lavoro femminile

By Redazione

Perugia – Due momenti d’incontro non formali e di riflessione aperti a donne e uomini accomunati dall’interesse a confrontarsi su alcuni temi di fondo del nostro tempo e della
nostra società, come quello del lavoro femminile: è il senso delle iniziative organizzate il 7 e 13 marzo, a partire dalle 16,30, allo Zibaldone, di via Cesare Battisti a Perugia
dall’Assessorato all’Istruzione, Formazione e Pari opportunità della Regione Umbria in occasione della Festa internazionale della donna.

Il primo incontro in programma domani 7 marzo, dal titolo «La misura del lavoro nella società della conoscenza», affronterà il tema dell’organizzazione degli orari di
lavoro, secondo modalità e opzioni contrattuali che consentano un’articolazione del tempo di lavoro attenta alle esigenze di conciliazione, fra vita lavorativa e vita familiare dei
cittadini. Interverrà Francesca Coin, dell’Università Ca’ Foscari di Venezia, autrice del libro «Il produttore consumato». All’intervento di Marcella Chiesi (Studio
D.U.O. Donne e Uomini nelle Organizzazioni) spetterà invece di descrivere alcune significative esperienze di riprogettazione dei tempi di lavoro, e soprattutto di mostrare come sia
possibile, oltre che auspicabile, salvaguardare le esigenze di efficacia ed efficienza dei processi lavorativi da un lato, conciliazione famiglia e lavoro dall’altro.

Dopo le relazioni introduttive seguiranno gli interventi di Giuseppe Bolognini della «Cisl», Sergio Cimino (RCE Consulting), Gabriella Parodi dell’azienda Angelantoni), Simone Sensi
di Ecipa, Patrizia Venturini della Cgil.

Il quadro complessivo dell’occupazione in Umbria mette in evidenza, accanto ad alcuni dati positivi, il permanere di elementi di debolezza «strutturale» dell’occupazione femminile –
puntualizza l’assessorato alla formazione della Regione Umbria – I buoni risultati si riferiscono alla ripresa della capacità del terziario di crescere agganciando l’offerta di lavoro
delle donne, in particolare di quelle con livelli di istruzione medio-alti. Intanto la domanda di lavoro, in particolare del manifatturiero, continua a rivolgersi pesantemente verso figure a
basso livello di istruzione e appartenenti a settori professionali dove la presenza maschile è tradizionalmente molto più elevata di quella femminile.

Le criticità dell’occupazione femminile rinviano – precisa l’assessorato – a quelle peculiarità e limiti strutturali del tessuto produttivo, su cui da anni si stanno concentrando
gli sforzi del «sistema Umbria», al fine di promuovere significativi incrementi della capacità di innovazione e di riposizionamento strategico delle imprese. Intervenire sui
nodi dell’occupazione femminile in Umbria – prosegue – significa dunque mettere in moto processi di cambiamento a beneficio di tutto il sistema e facendo leva sulle risorse migliori e le
potenzialità insite in questo contesto. E’ con questo spirito e a partire da tali presupposti che il Progetto caratterizzante «Misure per la riduzione della disoccupazione
intellettuale e femminile» – uno dei dieci promossi dalla Regione Umbria, sui quali, fino al 2010, si concentreranno gli investimenti e l’impegno dei diversi attori del Patto per lo
Sviluppo dell’Umbria – cercherà di mettere in campo un numero significativo di azioni e a partire da fronti diversi.

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