Caro-petrolio, Picchetto (FI): «il Governo riduca le accise, come previsto in finanziaria»

By Redazione

Torino – Quando il petrolio sale agli attuali picchi, lo Stato guadagna miliardi di tasse in più, che aspetta il governo Prodi a ridurre le accise sui carburanti, per
attenuare il caro-petrolio? E’ la domanda che Gilberto Pichetto, consigliere regionale di Forza Italia, pone con un’interrogazione alla Giunta regionale, invitando la presidente Bresso a un
intervento urgente sull’esecutivo per dare applicazione a una norma della finanziaria.

«Proprio per evitare che l’aumento del prezzo del petrolio, che ormai ha toccato 104 euro, comportasse un rialzo spropositato delle tasse introitate dallo Stato – spiega Pichetto – la
finanziaria 2008 ha previsto che il governo riduca le accise per i carburanti sia per autotrazione che per riscaldamento. In pratica, di fronte a un maggior gettito Iva, vi dovrebbe essere una
parallela riduzione delle accise che sterilizzi i maggiori incassi. Altrimenti lo Stato guadagna troppo a spese dei cittadini, sempre più preoccupati dei costi di benzina e
gasolio».
La revisione dei prezzi è trimestrale, ma in sede di prima applicazione si sarebbe dovuto verificare la quotazione del petrolio a fine febbraio per stabilire la riduzione delle accise.

»Il meccanismo è complesso – aggiunge Pichetto – ma in sostanza prevede che se il prezzo medio del petrolio è superiore a quello che era stato indicato nel Dpef, cioè
65 dollari al barile, scatta la riduzione delle accise. Un taglio che, anche se limitato a 3-5 centesimi di euro, sarebbe comunque un sollievo per le famiglie. Le associazioni dei consumatori
hanno calcolato un aggravio di circa 500 euro annui, se i prezzi dei carburanti resteranno a questi livelli».

L’esponente azzurro sottolinea la necessità di provvedere urgentemente, perché «i prezzi dei carburanti fanno salire la tariffe di trasporto, e queste ultime incidono in
misura significativa su molti generi alimentari, come frutta e verdura. E’ già passata una settimana da quando il governo poteva intervenire, ma non lo ha fatto. Non vorrei che i
ministri del governo Prodi, troppo impegnati a far campagna elettorale per il Pd, si dimentichino del dovere che hanno di dare attuazione a una norma della finanziaria che essi stessi hanno
voluto».

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