Cassazione Bussolera. Formigoni: «vicenda vergognosa»

By Redazione

Milano – «E’ un paradosso al limite della follia che si debba rifare un processo già chiuso, con due gradi di giudizio, con due piene assoluzioni, da parte della
magistratura di Milano, e questo non perché la Cassazione sollevi dubbi di merito sulla regolarità dei processi: non vi è, da parte della seconda sezione penale della
suprema Corte, nessuna rivisitazione dei motivi né alcun giudizio differente sui fatti già a suo tempo conclamati e verificati dai giudici milanesi.

La ragione sta tutta e solo nel caos normativo e procedurale, quindi nell’incertezza del diritto, in cui è immerso il sistema della giustizia italiana. E’ un campanello di allarme
gravissimo per qualunque cittadino. Non posso che esprimere sbalordimento e indignazione».

E’ il commento del presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni, alla notizia che la seconda sezione della Corte di Cassazione (prendendo in carico un’istruttoria gestita a suo tempo
dalla sesta sezione) ha deciso che venga fatto un nuovo processo di appello sulla vicenda della Fondazione Bussolera.

Il caos procedurale è dovuto in particolare al vuoto normativo e dunque al totale spazio discrezionale prodotto dall’annullamento di alcuni articoli della legge Pecorella. La legge
prevedeva, con intenzione favorevole all’imputato, che in caso di assoluzione in primo grado non si dovesse mai più celebrare il processo d’appello. Nel frattempo il processo d’appello
per la vicenda Bussolera si era però tenuto, e con esito assolutorio ancor più forte per il presidente Formigoni. Ma l’annullamento della legge Pecorella e il conseguente vuoto
hanno sortito l’esito «sbalorditivo» di rifare un processo regolare, favorevole e addirittura non necessario.

In particolare il riferimento è «alle scelte operate dalla sesta sezione della Cassazione che hanno portato a questa situazione di caos – dice Formigoni – che non possono essere
passate sotto silenzio, e esigerebbero un’assunzione di responsabilità che finora non è avvenuta».
«Nulla avevano e nulla hanno da rimproverarsi la Regione, il suo Presidente e i suoi più alti funzionari – ricorda Formigoni – nel caso della gestione della Fondazione Bussolera;
al contrario è stato per l’istituzione regionale un vanto avere favorito una soluzione e una controversia che aveva depauperato un patrimonio destinato a fini nobili e alti. Due volte ci
è già stato riconosciuto dai giudici milanesi la correttezza e la bontà della nostra gestione». «Non ci sarà due senza tre – conclude il presidente
lombardo – ma che il cittadino contribuente debba continuare a pagare queste disfunzioni è indegno. Ben venga finalmente un governo che faccia ordine nella amministrazione della
giustizia».

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